PESCARA – Un morto e tre feriti gravi è il bilancio dell’esplosione che si è verificata questa mattina in una fabbrica di fuochi d’artificio della ditta ‘Di Giacomo’ in contrada Sant’Angelo a Picciano (Pescara) .
La persona morta estratta dalle macerie è Alessio Di Giacomo, 22 anni, figlio di uno dei proprietari dell’impresa ‘Fratelli Di Giacomo’.
Il giovane era stato soccorso dal 118 ma poi, nonostante gli avvertimenti, si è voluto comunque avvicinare all’area interessata ed è stato colpito mortalmente dalla seconda esplosione.
I dispersi sono il titolare della fabbrica Mauro Di Giacomo, il fratello Federico e Roberto Di Giacomo, parente dei primi due. Secono Emanuele Cherubini, responsabile del 118 di Pescara, però, “non abbiamo più speranze che trovare solo i loro resti dilaniati”.
Tra i feriti in gravi condizioni c’è anche un vigile del fuoco, trasferito con l’elisoccorso all’ospedale civile di Pescara, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Il vigile, secondo le prime informazioni, è stato investito dalle macerie di una seconda esplosione della fabbrica. Il vigile era con la camionetta a 20 metri dal fabbricato. Secondo una prima ricostruzione ha riportato fratture e un trauma grave all’addome. Per gli altri due operatori coinvolti ferite più lievi e non corrono alcun pericolo.
Un testimone ha riferito ad AbruzzoWeb: “non si capiva nulla, all’inizio ho pensato a un terremoto, poi ho realizzato che era accaduto qualcosa di molto grave”.
Saputo della tragedia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto far sentire la sua vicinanza con una telefonata al prefetto di Pescara, Vincenzo D’Antuono, come rivelato dal sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi.
Nella zona hanno operato per tutta la giornata circa 300 uomini con mezzi aerei e terrestri. A Villa Cipressi sono arrivati i vertici provinciali delle forze dell’ordine con a capo del questore di Pescara Paolo Passamonti e il prefetto D’Antuono.
La procura di Pescara ha aperto un’inchiesta e sequestrato tutta l’area.
Cordoglio per quanto accaduto è stato espresso dal ministro Gaetano Quagliariello, dal sottosegretario Giovanni Legnini e dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
“L’incidente ci richiama, per l’ennesima volta, all’inderogabile necessità di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”, ha scritto nella sua nota Legnini.

UN TESTIMONE: “SEMBRAVA UN TERREMOTO”
Fumo, fiamme, e desolazione caratterizzano il luogo, che è stato circoscritto categoricamente per ordine del Prefetto Vincenzo D’Antuono proprio perché risulta, dopo qualche ora dall’esplosione, ancora pericolosa, ed intanto artificieri e vigili del fuoco sono ancora all’opera per tentare di circoscrivere il danno, anche se il vento rende tutto più difficile e la zona sarà di nuovo frequentabile solo quando il pericolo sarà davvero scongiurato.
Nelle campagne circostanti alcuni abitanti hanno mostrato le loro case con i vetri infranti e le porte divelte. Poco distante, sparsi nelle campagne, pezzi di cemento armato delle strutture che contenevano i fuochi d’artificio e che sono saltati in aria. Alcuni pesano addirittura 50 chili e si vedono chiaramente tra gli uliveti a distanza di circa un chilometro, a testimoniare la violenza dell’esplosione.
La gente del posto, invitata a lasciare le case, è attonita e con gli occhi lucidi.
“Ho sentito un rumore fortissimo, la casa tremava tutta”, ha detto Giuseppe, che vive a poche centinaia di metri dal luogo della catastrofe.
“In un primo momento ho pensato a un terremoto, anche se il rumore era troppo strano. Poi ho sentito un’altra serie di rumori e ho capito che erano esplosioni: mi sono catapultato fuori e ho visto una nuvola di fumo nero a ridosso della fabbrica – ha aggiunto – in quel momento ho capito che lì era successo qualcosa”.
“Si vedevano calcinacci scendere dal cielo, fiamme roventi, vetri dappertutto e poi chi come me era spaventato correva per strada proprio perché non sapeva come far fronte alla situazione. Ho avuto troppa paura, e ora si contano i morti ma anche i danni alle nostre lavoratissime campagne. Non ci posso credere”, conclude.
FRATELLO SALVO PER CASO, ERA A UNA VISITA MEDICA
Salvo per caso. Ora è in lacrime dinanzi alla tragedia. Adriano Di Giacomo oggi invece di stare a fianco ai fratelli era andato in centro a Città Sant’Angelo (Pescara) per una visita medica.
“Non avevamo operai – dice tra i singhiozzi – era un’azienda familiare, la migliore d’Abruzzo”.
Adriano non riesce a capacitarsi perché: “Era il miglior laboratorio d’Abruzzo, avevamo rifatto tutto da capo, era tutto nuovo. Belle coperture, tutte coibentate, muri da 40 centimetri”.
Ma cosa può essere successo? “So che Mauro si stava preparando perché doveva andare a Chieti, stava lavorando sulle ‘bombe’ già chiuse, ma il nostro era un ambiente fresco e all’avanguardia. Non so proprio darmi una spiegazione”.
Sul luogo del disastro è arrivato anche il genero di Federico Di Giacomo, Loris il quale conferma che “la fabbrica era tra le più in regola per perfezione e pulizia. Anche io ho fatto questo lavoro, e tutti sappiamo che i discorsi sulle tragedie sono all’ordine del giorno: sai quando inizi – conclude – non sai se finisci”.
IN OTTO NELLA FABBRICA
Le forze dell’ordine hanno così ricapitolato le presenze sul luogo della tragedia. Nel corpo fabbrica c’erano i tre parenti Di Giacomo: Mauro (45), Roberto (39) e Federico (50).
Nel corpo uffici, c’erano altri due appartenenti alla famiglia: Gianmarco, fratello della vittima, Alessio, e Giordano che ai soccorritori ha detto di essersi salvato perché gettatosi immediatamente nel bunker di salvataggio.
Salvi quindi i due componenti della famiglia che si trovavano in ufficio, oltre a nonna e badante, entrambe nell’abitazione a fianco.
NAPOLITANO TELEFONA AL PREFETTO DI PESCARA
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto notizie sulla tragedia di Villa Cipressi, dove è saltata in aria una fabbrica di fuochi di artificio che ha causato un morto accertato e altri tre i cui corpi sono tra le macerie.
Il Capo dello Stato ha contattato direttamente il prefetto di Pescara, Vincenzo D’Antuono.
Lo ha rivelato il sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi.
Il sindaco ha anche spiegato che attende la data dei funerali per poter dichiarare il lutto cittadino.
PROCURA APRE INCHIESTA E SEQUESTRA AREA
Secondo quanto riferito dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, anche lei a Villa Cipressi dopo l’esplosione insieme al pm Anna Lisa Giusti, la procura di Pescara ha aperto un fascicolo per incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo forse plurimo, considerato che ci sono tre dispersi.
L’area è stata sottoposta a sequestro. Si tratta, è stato spiegato, anche di un’area di deposito giudiziario: qui venivano depositati i botti illegali sequestrati dalle forze dell’ordine.
“Cercheremo di fare tutto il possibile – ha detto Tedeschini dopo aver sentito carabinieri e vigili del fuoco – per ricostruire la dinamica, compatibilmente con i tempi tecnici perché la zona continua a essere pericolosa e va bonificata. I tempi previsti per la bonifica sono di 3-4 giorni e bisogna tenere conto che c’è un deposito di polvere pirica pericolosissima non coinvolto dall’incendio. È una ditta antica e molto seria”, ha commentato.
Le indagini saranno portate avanti da carabinieri, artificieri e vigili del fuoco.
Considerate le condizioni della zona non è possibile proseguire le ricerche dei dispersi se non dopo la bonifica.
PREFETTO: “AL LAVORO PER BONIFICARE ZONA”
È durato quasi un’ora il sopralluogo del prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono nella zona dove stamani è esplosa la fabbrica di fuochi d’artificio.
“Per rassicurare i cittadini – ha detto – posso dire che il sistema di protezione civile ha funzionato bene. I soccorsi sono stati tempestivi, anche se ci sono state diverse esplosioni. Al momento non ci sono aggiornamenti sul precedente bilancio. Purtroppo confermo che c’è un decesso accertato e tre dispersi. C’è bisogno di lavorare”.
“La zona verrà bonificata e messa in sicurezza – ha aggiunto – I focolai di incendio ancora attivi sono motivo di attenzione per la presenza di polvere pirica. Si lavorerà senza sosta con gli artificieri e i vigili del fuoco fino a quando tutta la frazione di Villa Cipressi non sarà in completa sicurezza”.
“La sala della protezione civile – ha concluso il prefetto – è stata aperta immediatamente e lo sarà fino al termine dell’emergenza”.
ARRIVA CANADAIR PER SPEGNERE INCENDIO
Si sta sviluppando un grosso incendio a nord della collina dove è esplosa la fabbrica Di Giacomo.
Le fiamme stanno aggredendo ulivi e bosco infatti la Guardia forestale ha chiesto l’arrivo del Canadair per spegnere l’incendio.
Proseguono intanto le operazioni di spegnimento dei focolai dentro gli edifici e nei luoghi più a rischio sono all’opera gli artificieri.
ESPLOSIONE FORSE PARTITA DAI MAGAZZINI: EVACUATE CASE
Potrebbe essere partita dallo scoppio della polvere da sparo che si trova nei magazzini la violentissima esplosione che ha disintegrato una fabbrica di fuochi di artificio in contrada Sant’Angelo a Picciano (Pescara) e ha ucciso una persona, mentre altre tre sono disperse.
Stando a quanto si è appreso, lo scoppio nei magazzini ha dato il via a un effetto domino che ha portato alle potenti deflagrazioni.
Erano in 16 a lavorare nel deposito questa mattina.
I vigili del fuoco, intanto, hanno dato ordine di evacuare tutte le case circostanti e di lasciare le finestre aperte, in modo da attenuare i danni in caso di nuove esplosioni.
Le abitazioni che si trovano nella zona hanno riportato dei danni: tamponature lesionate, intonaci staccati.
I vigili sono ancora a lavoro per domare le fiamme che stanno bruciando la collina dove sorgeva la fabbrica. Il vento che si sta alzando non aiuta nelle operazioni. Alessandra Renzetti
IN ARRIVO I RIS DI ROMA
Per appurare cosa sia accaduto a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo e cosa abbia determinato l’esplosione della fabbrica di fuochi artificiali, con annessa vendita di articoli pirici, stanno arrivando sul posto i carabinieri del Ris di Roma.
Nella zona interessata alle tre esplosioni (la prima simile a un fungo) ci sono i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, quelli del Nucleo Investigativo, con il capitano Eugenio Stangatone, e il personale della questura di Pescara, con il dirigente delle volanti Alessandro Di Blasio.
È stato creato un punto di raccolta per amici e parenti della famiglia Di Giacomo e una tenda è stata allestita per i soccorsi.
Il raggio di azione dei ‘botti’ è stato di cinque chilometri. Quando si è diffuso il nome del giovane deceduto a Villa Cipressi è tornato il sindaco di Citta’ Sant’Angelo, che aveva raggiunto il Comune per collaborare con la Protezione civile provinciale.
ANZIANA DI 92 ANNI TROVATA MIRACOLOSAMENTE ILLESA
È stata trovata miracolosamente illesa l’anziana di 92 anni che in un primo tempo era stata data per dispersa nel crollo della fabbrica-palazzina saltata in aria a Villa Cipressi. L’anziana, Gilda Tauro, decana della famiglia Di Giacomo, era in un’ala che ha resistito all’urto.
Le è stato riscontrato un forte stato d’ansia ma le condizioni cliniche sono discrete, considerato che soffre di una forma di demenza senile. Ora è nel reparto di Geriatria del San Massimo di Penne.
ALLESTITO OSPEDALE DA CAMPO
Un posto medico avanzato, in pratica un ospedale da campo, è stato allestito in una zona in sicurezza poco distante dall’esplosione. Otto le ambulanze sul posto, due elicotteri, medici e infermieri.
IL SINDACO DI CITTA’ SANT’ANGELO: “UNA TRAGEDIA”
Il sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi, arrivato a Villa Cipressi dopo l’esplosione nella fabbrica di esplosivi Di Giacomoparla di “una tragedia che non dovrebbe mai succedere”.
Conoscendo bene i titolari, “amici fraterni”, li definisce grandi e onesti lavoratori. Sono costernato” aggiunge facendo notare che gli investigatori “parlano di vittime”.
Sul posto anche il questore Passamonti e il capitano dei carabinieri Marinelli.
MEZZA COLLINA RASA AL SUOLO
Mezza collina rasa al suolo, pezzi di cemento, mattoni, tegole sparse nel raggio di almeno un chilometro, campi, sterpaglie e perfino olivi in fiamme.
È lo spettacolo tremendo che si scorge in contrada Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara). Sul luogo della fabbrica-deposito di petardi della ditta Di Giacomo, i Vigili del Fuoco sono ancora al lavoro per spegnere le fiamme. Continuano ad arrivare ambulanze ed elicotteri.
Il questore di Pescara Paolo Passamonti, ha spiegato che cinque case matte sono andate completamente distrutte. “Una collina” distrutta, “come se ci si dovesse costruire sopra”, ha commentato parlando della estensione del rogo. “La casa matta non esiste piu'”, ha aggiunto. Al momento si sta procedendo alla bonifica. “Non si sa – ha chiarito – quante persone ci fossero. Solo i familiari possono dircelo”.






