L’AQUILA – “Vogliamo l’esperimento Sox, ci mancherebbe, ma occorre prima una procedura aggiuntiva che dia garanzie assolute di sicurezza”.

Così il vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Giovanni Lolli, sull’esperimento Sox alla vigilia dell’odg del Consiglio regionale all’Aquila dedicato alla questione.  

Il consigliere di Sinistra italiana Leandro Bracco, assente in Consiglio per gravi motivi famigliari e primo firmatario dell’odg approvato da conferenza capigruppo, ha chiesto il rinvio. 

Non è dato ad ora a sapere se la richiesta sarà accolta.  In aula ci sono alcuni ambientalisti, tra cui il portavoce di H2o Augusto De Sanctis.

“Per noi la priorità è la sicurezza assoluta dell’acquifero del gran sasso – spiega Lolli ad AbruzzoWeb – Per noi i laboratori sono un patrimonio dell’intero Paese, come riteniamo l’autostrada una infrastruttura fondamentale. Tutto questo sistema è stato lasciato colpevolmente negli anni passati in una situazione di interferenza con le falde. Noi ci stiamo lavorando, stiamo trovando soldi e ne servono davvero tanti. La progettazione è in stato avanzato”.

Lolli poi aggiunge che “l’esperimento Sox non ci è stato conunicato nel tavolo previsto da un preciso protocollo. Pur avendo tutte le autorizzazioni, rilasciate però si badi bene a prescindere dal luogo molto delicato dove si deve effettuare l’esperimento, la Regione Abruzzo ha chiesto di bloccare l’esperimento. Abbiamo richiesto tutte le carte arrivate 10 giorni fa, ora siamo alla fase di studio e stabiliremo quali procedure aggiuntive occorrono per un esperimento così delicate”.

“Confermo, c’è un eccesso di attenzione e ci sarà fin quando il sistema acquifero, laboratorio, autostrada sarà finalmente in assoluta sicurezza. sSa chiaro che noi gli esperimenti li vogliamo far fare, ma, ripeto, serve per dare l’ok un surplus di sicurezza del luogo dove avviene l’esperimento”, conclude.