L’AQUILA – “Era fisiologico che il Comune dell’Aquila partecipasse alla manifestazione Europrotect 2013, così come ha partecipato anche il Comune di Capitignano, poiché appartiene a loro una parte di territorio del lago di Campotosto. E invece non c’era”.
Ad alzare il polverone ad AbruzzoWeb è Antonio Di Carlantonio, sindaco di Campotosto (L’Aquila), a due giorni dalla fine dell’esercitazione dei volontari della protezione civile, organizzata dalla Prociv Arci per un’assenza all’evento, notata dai più, della Regione e del Comune dell’Aquila.
Secondo quanto spiegato dal primo cittadino, infatti, a un raduno così importante, dove c’erano delegazioni da Francia e Spagna, e soprattutto dopo la puntualizzazione voluta dall’assessore con delega alla Protezione civile dell’Aquila Roberto Riga, “non ci aspettavamo che non ci sarebbero stati, è stata un’esercitazione di tiratura europea e la loro assenza non è passata inosservata, ma ognuno fa le proprie scelte”.
“A parte questa piccola polemica – continua Di Carlantonio – posso affermare anche è andato tutto molto bene, nonostante il tempo brutto che, secondo me, ha reso le esercitazioni ancora più performanti. È servita a capire com’è la situazione nel momento in cui verifica un’emergenza”.
I 480 volontari della Protezione civile, “catapultati” intorno al lago venerdì sera, non hanno trovato il tempo e il clima che ci si aspetta a giugno. La pioggia battente, infatti, li ha accompagnati per tutta la trasferta abruzzese.
“Di solito queste manifestazioni si fanno in estate per scampare problemi meteorologici, ma come ben ci ha insegnato il sisma dell’Aquila, il tempo avverso c’è e dobbiamo essere informati per reagire con prontezza. Oggi, rispetto al 2009, sappiamo come muoverci”, spiega il sindaco.
Nonostante tutto le prove sono state svolte egregiamente, ponendo anche una difficoltà aggiuntiva che è tipica delle situazioni di crisi, come appunto quella della pioggia.
Tra tutti i partecipanti, la delegazione francese è stata la più soddisfatta, “erano in 40 e il loro entusiasmo era alle stelle – spiega Fabio Mangani, presidente Prociv Arci – Il nostro scopo era quello di mantenere un livello organizzativo basso per non creare false aspettative nei cugini europei, ma li abbiamo comunque sorpresi”.
A dare il via alla catena mobile di soccorso è stata una scossa di terremoto, simulata alle 15.32, in ricordo di quella reale che ha colpito L’Aquila alle 3.32 del 6 aprile 2009. Ma questa scossa ha provocato solo 3 morti, anche questi, ovviamente, simulati.
Il presidente Prociv Arci conviene con il sindaco nel ritenere “i disagi provocati dall’acqua come un aspetto formativo aggiuntivo, in quanto ha reso tutto più reale, anche se abbiamo dovuto adeguare a cambiare la scaletta delle prove nel lago e sul terreno, che sono risultate anche molto più difficili”.
Secondo le stime iniziali erano attesi nella località abruzzese 650 volontari, ma ne sono arrivati solo 480. A mancare, infatti, è stata la delegazione tedesca, poiché il governo della Germania non ha dato l’autorizzazione a scendere in Italia “per l’assenza di un dirigente disposto a venire con loro – spiega il presidente – Tutti i mezzi mobili sono dello stato e loro devono dare l’ok. La delegazione spagnola aveva un numero esiguo di partecipanti, ma i francesi hanno dimostrato grande interesse”.
“La forza dell’esperienza che abbiamo fatto è stata altissima – conclude Mangani – La federazione francese è diversa dalla nostra, si occupano principalmente dell’aspetto madico-sanitario, al contrario nostro, che ci occupiamo du tutto, anche del’aspetto tecnico. È stato uno scambio di conoscenze molto arricchente. Loro hanno imparato da noi e noi da loro”.



