ROMA – “Nella consapevolezza che la situazione deve essere attentamente seguita e monitorata, al momento attuale è in corso la definizione di una nuova circolare ministeriale, volta ad uniformare e coordinare le misure di controllo di sanità pubblica sull’intero territorio nazionale”.

Lo ha riferito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, rispondendo in Commissione Affari sociali della Camera a un’interrogazione di deputati del Movimento 5 Stelle che chiedeva “quali misure il ministero intende adottare per la sorveglianza dei casi di Epatite acuta grave ad eziologia sconosciuta tra i bambini, che sono stati segnalati in diversi Paesi, tra i quali anche l’Italia”.

“Il ministero della Salute, fin dalle prime segnalazioni da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) – ha ricordato Costa – ha provveduto a condividere con le Regioni/Pa le informazioni fornite a livello europeo, incoraggiando la segnalazione di casi” sospetti, e “con decreto del 27 aprile è stata istituita un’Unità di crisi, composta da rappresentanti del ministero della Salute, delle Regioni/Pa, di Iss, Agenas, Aifa, Carabinieri-Nas, nonché di società scientifiche quali: Società italiana di pediatria (Sip), Fondazione italiana per la ricerca in epatologia (Fire), Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), Società italiana di igiene (Siti)”.

E ancora: “Con riguardo alla sorveglianza epidemiologica – ha aggiunto il sottosegretario – l’Iss sta provvedendo giornalmente ad integrare le segnalazioni pervenute dal ministero con quelle che riceve l’Istituto superiore di sanità, attraverso la mail dedicata e la rete della sorveglianza speciale dell’Epatite acuta Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’Epatite virale acuta) che è stata opportunamente allertata”.

Inoltre, “saranno intraprese ulteriori iniziative di comunicazione, con particolare riguardo alla scuola, fondate sul consolidarsi delle conoscenze scientifiche e tenuto conto della situazione epidemiologica, in accordo con le valutazioni del rischio e delle indicazioni provenienti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc)”.