L’AQUILA – Dal direttore del reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale dell’Aquila, Carlo Spartera, riceviamo e pubblichiamo.
Prendo lo spunto da un interessante articolo apparso sul vostro sito riguardante le emorroidi e le vene varicose degli arti inferiori per fare chiarezza su alcuni punti.
Innanzitutto, come socio fondatore della Società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare (Sicve) e professore ordinario di Chirurgia vascolare e responsabile di una unità operativa complessa di Chirurgia vascolare ed endovascolare da oltre 25 anni, devo sottolineare come sia nell’iter formativo delle Scuole di specializzazione che nelle linee guida della Sicve non sono contemplate competenze specifiche in Proctologia.
Quindi è poco ortodosso che un chirurgo vascolare si cimenti in interventi sulle emorroidi, anche perché molto spesso tale patologia è solo un epifenomeno, un sintomo che nasconde altre patologie di stretta competenza gastroenterologica e di chirurgia addominale; inoltre, anche per ciò che riguarda il Servizio sanitario nazionale, i Drg proctologici non sono di competenza vascolare.
Certo, in privato ognuno è responsabile di ciò che fa, ma è bene che i media non forniscano notizie superficiali e a volte illusorie nel campo medico chirurgico, e questo anche tenendo presente che in caso di contenzioso medico legale si fa ormai molta attenzione alla specificità delle competenze dottrinali e chirurgiche messe in campo.
Per ciò che riguarda il secondo aspetto trovato nell’articolo e cioè le vene varicose, devo sottolineare come la Uoc da me diretta usa la metodica laser da oltre 12 anni e ora lavoriamo con il laser di terza generazione a 1.470 nm con sonda circolare, il primo a essere utilizzato nella sanità pubblica d’Abruzzo.
In questo lasso di tempo di oltre 10 anni presso la nostra unità operativa presso l’ospedale San Salvatore, sede della scuola di specializzazione di Chirurgia vascolare dell’Università dell’Aquila capofila delle scuole abruzzesi, sono stati sottoposti a procedura laser circa 1.000 pazienti affetti da varici primitive agli arti inferiori che presentavano all’esame ecocolordoppler preoperatorio i requisiti anatomici ed emodinamici idonei al trattamento.
In questo arco temporale abbiamo fatto parte di vari trial nazionali per validare tale metodica e partecipiamo al gruppo europeo sul trattamento endovenoso laser delle varici degli arti inferiori.
Da questi studi è emerso che la modesta invasività della procedura, il breve tempo d’esecuzione, il rapido recupero del paziente alla vita sociale e lavorativa fanno sì che il trattamento laser endovenoso sia l’opzione terapeutica elettiva rispetto alla chirurgia demolitiva ed emodinamica, naturalmente nei casi in cui siano presenti i criteri anatomici ed emodinamici di fattibilità.
Accogliamo e pubblichiamo integralmente il contributo del professor Carlo Spartera, intervenuto su un argomento di cui questo giornale si è occupato suscitando, evidentemente, interesse anche tra addetti ai lavori oltre che tra persone che soffrono di patologie tanto problematiche quando dolorose.
Ci è sembrato opportuno, considerata l’esperienza e la professionalità del direttore del reparto del nosocomio aquilano. Meno opportuna, invece, appare l’accusa di fornire notizie superficiali o illusorie nel campo medico.
Nei nostri articoli non abbiamo mai parlato di cure miracolose senza alcun fondamento scientifico o di “stregoni” che agiscono non si sa bene in base a quale competenza, ma soltanto di un professionista, Alessandro Mastromarino, che utilizza una tecnologia per la cura delle emorroidi, tecnica che è stata adottata anche in un’altra clinica privata, convenzionata, marchigiana oltre a quella aquilana dove da tempo opera il medico intervistato.
Spartera parla di attività poco ortodossa. A noi sembra che sia poco ortdososso giudicare un collega che peraltro in altre sedi il professore ha affermato di conoscere e stimare.
E che la sanità pubblica abbia punte d’eccellenza e funzioni, come il direttore della Uoc non manca di far notare, non può che far piacere a noi e ai lettori.
A noi piace la buona sanità. Meglio se pubblica, ovviamente. Ma ogni buona notizia per la salute dei cittadini merita di essere data. Ognuno poi agirà come meglio crede.
Il professor Spartera continui a segnalare casi e metodologie d’intervento che diano lustro all’ospedale aquilano e alla sanità che i cittadini pagano con le tasse, spesso ricevendo in cambio anche disservizi.
Noi continueremo a segnalare eccellenze e problemi. Tanto nel pubblico quanto nel privato. Con onestà e professionalità, come abbiamo sempre fatto. (g.a.)






