L’AQUILA – “Abbiamo già la mascotte del campo, un bimbo di soli tre mesi”.
Fabiano Ettorre, volontario aquilano della Protezione civile, è partito ieri alle 19 insieme alla colonna mobile arrivata questa mattina alle 6 a Cavezzo, uno dei comuni modenesi più colpiti dal terremoto.
Neanche il tempo di riposare e lui, insieme ad altri circa 60 volontari, si sono subito messi a lavoro per allestire il primo campo di Cavezzo, il “villaggio Abruzzo”, gestito dalla sezione Abruzzi dell’associazione nazionale alpini.
“Stiamo mettendo la ghiaia per creare il fondo al campo, che ospiterà 340 persone – spiega Fabiano – abbiamo montato una mensa provvisoria e alle 13 serviremo il primo pranzo agli sfollati”.
“Qui fa caldissimo, il disagio è grande soprattutto per gli anziani – sottolinea – e i molti bambini piccoli, tra i 4 e i 5 anni, che ci sono. C’è anche un bimbo piccolissimo, di tre mesi, che abbiamo già scelto come mascotte del campo”.
Nel villaggio sono stati posizionati tre moduli per le docce e tre per i bagni, conosciuti agli aquilani che hanno vissuto l’emergenza post sisma in tendopoli e con i quali gli emiliani dovranno, purtroppo, familiarizzare.
Appena sarà stato ultimato il fondo del campo, verrà montata la struttura definitiva della mensa e le tende, per le quali si sta predisponendo l’impianto elettrico e idraulico. Il campo è dotato anche di una cucina mobile capace di confezionare 1.000 pasti al giorno e una cella frigorifero.
“Quando siamo arrivati, questa mattina, c’erano circa 40 tende – racconta Fabiano – che le persone autonomamente hanno montato per passarci la notte. In tanti hanno dormito in macchina, si ha ovviamente tanta paura di entrare in casa”.
Anche perché le scosse si susseguono ininterrottamente, “continuiamo ad avvertirle, anche se molte sono lievi”, dice.
“Starò qui altri 10 giorni, poi tornerò all’Aquila per fare un cambio con altri volontari. Sicuramente partirò di nuovo, appena ho saputo del terremoto mi sono voluto dare da fare”.






