Nell’acqua emunta finora, secondo le analisi, c’è una percentuale troppo alta di agenti inquinanti di origine umana: si spiega perchè il pozzo, in fretta e furia, è stato scavato troppo vicino all’abitato di Bussi. Il sottosuolo è spesso inquinato da residui di origine umana.
La crisi idrica nell’area teatino-pescarese, dunque, continua, anzi si aggrava e c’è una tempesta sulle responsabilità: sceneggiata tipicamente italiana. Siamo abituati alla totale mancanza di dignità di taluni e alle catene di interessi e responsabilità che si stratificano quando in ballo ci sono somme rilevanti da usare, da pretendere, da spendere. Su questo la parola spetta sicuramente alle varie procure competenti e si vedrà.

 

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L’assessore Mimmo Srour

 

Si sa con certezza, invece, che un’emergenza come quella che ha funestato l’estate 2007 a Pescara e Chieti non si ripeterà mai più. Lo dice l’assessore regionale Mimmo Srour, un uomo della cui parola e delle cui capacità nessuno dubita, neppure l’opposizione che se la prende con i silenzi enigmatici del sindaco di Pescara, D’Alfonso.
Cosa dice Srour, che oltre tutto è un ingegnere specializzato in problemi idrici?
Quello che ha sempre sostenuto: l’acqua c’è e sotto Bussi ne scorre un immenso fiume ininterrotto, che prorompe dalle viscere del Gran Sasso. Basta progettare e scavare senza fretta dei pozzi e alla Valle del Pescara potranno essere garantiti non 100, 400 o 700 litri al secondo, bensì 1.000. Acqua purissima, pulita perchè lontana da quella disgrazia della natura che è l’uomo. I pozzi saranno progettati e costruiti a regola d’arte, nei posti giusti e nei tempi giusti.
Se la cupola del partito dell’acqua lo consentirà, naturalmente. Altrimenti Pescara, Chieti e i centri grandi e piccoli della loro area metropolitana (circa 500.000 persone residenti, 1milione in estate) vivranno con l’incubo del rubinetto che soffia, gorgoglia, sputacchia ma non dà acqua. E hai voglia a fare battute sciocche sul vino che è meglio dell’acqua… Senza “accadueo” non si vive. Alcuni, invece, sono stati capaci di arricchirsi. Ma è un’altra storia, che piacerà ad alcuni magistrati notoriamente insofferenti alle mosche che ronzano sui loro nasi.