AVEZZANO – C’è chi opportunamente propone di definire, nelle previsioni metereologiche “bel tempo”, quando piove, e non quando c’è il sole.
A causa della mancanza delle precipitazioni, infatti, in Italia si prospetta una drammatica emergenza siccità. L’ondata di gelo e le nevicate, dopo un mese di gennaio che aveva segnato quasi un grado e mezzo in più rispetto alla media, non compensano il pesante deficit idrico del Paese, dove nel 2022 si è registrato il 30% di precipitazioni in meno.
Un problema che riguarda anche l’Abruzzo, dove ieri nel convegno promosso ad Avezzano, da Coldiretti ed Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi) sul tema “Acqua: una risorsa da gestire e da conservare per la nostra produzione di cibo”, sono stati snocciolati dati davvero preoccupanti, per il comparto agricolo: il 2022, il più siccitoso degli ultimi 500 anni è costato all’agricoltura 6 miliardi di danni pari al dieci per cento della produzione agroalimentare nazionale e in Abruzzo il danno è ammontato a 160 milioni di euro, con una diminuzione di oltre il 40% per il mais e i foraggi per gli animali, del 20 sugli ortaggi in particolare per le patate, del 20 per il latte nelle stalle, dal 40 al 60 per l’olivo fino alla produzione di miele, che registra un trend negativo da oltre dieci anni con il dimezzamento della produzione.
E nel 2023 potrebbero ancor di più peggiorare le cose, visto che potrebbe rivelarsi l’anno più caldo di sempre con +1,44 gradi sopra la media nei primi due mesi dell’anno, con precipitazioni al di sotto della media nel primo bimestre dell’anno dopo un 2022 in cui è caduta il 30% di pioggia in meno.
Guardando ai dati delle piogge nel periodo estivo, nelle serie storiche del Cnr dal 1800 a oggi, emerge che ci sono stati periodi – ad esempio prima del 1950 – in cui si sono avuti periodi prolungati estati anche con dati peggiori. ll problema, però, è che la situazione in inverno è invece in peggioramento e infatti un dato rilevante è quello relativo alla neve: quest’anno siamo a livelli non troppo diversi da quelli dello scorso anno ma siamo al 35% in meno rispetto al decennio precedente. Un dato preoccupante, perché meno neve c’è e meno acqua nella stagione successiva.
Per di più, ironia della sorte, l’acqua piovana viene per l’11% trattenuta e utilizzata e per l’89% dispersa.
In settimana al consiglio dei Ministri dovrebbe approdare il cosiddetto decreto Acqua, una misura d’intervento sulla siccità, per aiutare agricoltori e imprenditori ad affrontare l’emergenza imminente, anche con l’istituzione della figura di un commissario straordinario con poteri esecutivi rispetto a quanto programmato dalla stessa cabina di regia del governo.
ll ministro Nello Musumeci, ha evidenziato che non si tratta “solo” di agricoltura, industria e approvvigionamento alla popolazione: le dighe semivuote infatti compromettono l’erogazione di energia “che per il 20% è idroelettrica”.
E ancora, secondo i dati del Consiglio nazionale delle ricerche, quasi il 15% della popolazione italiana vive ormai in zone a rischio di siccità estrema. Una situazione di emergenza che non minaccia solo l’agricoltura ma anche le forniture di acqua potabile. “Dati alla mano, è lecito ritenere che, per almeno tre milioni e mezzo di italiani, l’acqua del rubinetto non può più essere data per scontata” ha commentato Francesco Vincenzi, il presidente dell’Anbi.
All’incontro di Avezzano c’erano il presidente della Regione, Marco Marsilio, il vice presidente Emanuele Imprudente, con delega all’Agricoltura, il sottosegretario di Stato al ministero delle Politiche agricole e alimentari, Luigi D’Eramo, e il direttore del dipartimento Agricoltura, Elena Sico.
“Il tema dell’acqua è davvero una priorità assoluta. Ogni goccia d’acqua deve finire per dissetare le nostre colture e non deve andare dispersa in eccessi di irrigazione e sprechi dovuti a tubature obsolete. La Regione Abruzzo grazie anche ai fondi del PNRR ha messo insieme qualche centinaio di milioni da investire in acquedotti e impianti irrigui. È uno sforzo senza precedenti che stiamo facendo per mettere riparo ad un sistema irriguo è il caso di dirlo che faceva acqua da tutte le parti”, ha detto Marsilio che poi ha annunciato: “l’intero continente europeo – ha proseguito Marsilio – è coinvolto da questa emergenza e domani sarò a Bruxelles per una tre giorni di seduta plenaria dove tornerò a sollevare questa priorità affinchè si guardi con più attenzione verso questi temi e questo si traduca in massicci investimenti, nella possibilità di fare invasi e impianti irrigui, ottimizzando la risorsa irrigua e fare in modo che nessuna goccia d’acqua vada più sprecata con tubature vecchie e malgestite e gli impianti irrigui possano essere modernizzati e digitalizzati. È questa una delle nostre priorità di mandato. In particolare, stiamo insistendo sulla realizzazione della rete irrigua del Fucino che rappresenta un’infrastruttura chiave per l’agricoltura abruzzese e per il territorio marsicano per il quale stiamo procedendo con le progettazioni ed entro l’anno, potremo avviare la gara d’appalto per iniziare i lavori”.
“Abbiamo finanziato e in parte realizzato interventi – ha spiegato Imprudente – per migliorare il sistema idrico integrato e lo abbiamo fatto attraverso un approccio complessivo di sistema per poter gestire la risorsa acqua come occasione di sviluppo e crescita di un intero territorio, stanziando circa 470 milioni di euro e destinando in primis 130 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, il più grande d’Abruzzo, che serve circa 800 mila abruzzesi, ed il resto per ridurre le perdite nella rete idrica, per potenziare il sistema irriguo fondamentale per il comparto agricolo, per lo sviluppo del sistema depurativo e, in ultimo, per i contratti di fiume”.
Massimo Gargano, direttore generale Anbi, ha illustrato progetti collegati al “piano laghetti”, in grado di produrre energia e conservare acqua attraverso la realizzazione di 1.000 bacini entro il 2030 fronteggiando l’attuale perdita dell’89 per cento della risorsa idrica. Un progetto che ha bisogno del sostegno e della condivisione dei consorzi di bonifica.
La produzione di miele registra un trend negativo da oltre dieci anni con produzione dimezzata nel 2022. In montagna profondo è il cambiamento del paesaggio, pascoli sempre più secchi e pozze per abbeverare gli animali asciutte per mancanza di pioggia e alte temperature.
“La siccità è diventata una calamità insostenibile con danni per quantità e qualità dei raccolti, e ha rimesso al centro l’importanza di una materia prima indispensabile: l’acqua – commenta il presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio – Occorre garantire la disponibilità della risorsa idrica anche nei momenti di difficoltà. Gli agricoltori sono impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non dobbiamo dimenticare che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività del settore alimentare. Occorre risolvere le problematiche dei consorzi di bonifica e realizzare il piano invasi per contrastare la siccità e aumentare la raccolta di acqua piovana, ferma all’11%. Abbiamo pronti, insieme ad Anbi e soggetti pubblici e privati, interventi cantierabili che garantiscono acqua per usi civili, produzione agricola e per generare energia. È necessario trovare le risorse e calarle sul territorio”.






