CHIETI – In Abruzzo c’e una vera emergenza cinghiali: ne sono stimati oltre 60 mila, che provocano ogni giorno danni per milioni di euro alle produzioni agricole, ai mezzi meccanici e agli operatori.

Lo ricorda il direttore di Coldiretti Abruzzo e Coldiretti Chieti, Simone Ciampoli, all’indomani della morte di Giuseppe Legnini, coltivatore di Roccamontepiano (Chieti) ucciso ieri da un cinghiale nel suo terreno.

Per Coldiretti non è più rinviabile l’approvazione del regolamento regionale della gestione del cinghiale, per evitare che ogni provincia continui a operare autonomamente.

“Dopo anni di ripetute e insistenti rimostranze presentate da Coldiretti alle amministrazioni pubbliche affinché venisse risolto l’annoso problema dei cinghiali, purtroppo ai danni materiali dobbiamo aggiungere un evento funesto”.

“Oltre al dolore della famiglia, al quale ci uniamo come organizzazione professionale, proviamo tutta l’amarezza che scaturisce dall’indifferenza e dalla superficialità con cui certi problemi sono stati percepiti dalla società e dalle pubbliche amministrazioni”.

Le soluzioni, però, conclude Ciampoli, dovrebbero essere condivise con il mondo agricolo, per aggiornarle all’attuale situazione faunistica e ambientale.

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