L’AQUILA – È  emergenza cani nei Progetti C.a.s.e. dell’Aquila. 

A segnalare la mancanza di spazi per gli amici a 4 zampe, dopo la stretta del Comune sulle recinzioni ai piani terra, è Cristiana Graziani di Animalisti italiani.

La Graziani chiede che ci sia possibilità “per i proprietari di realizzare appositi box e recinzioni dove ricoverare i cani durante le ore di lavoro. Altrimenti, gli animali dovrebbero rimanere chiusi da soli in appartamento: una vera e propria tortura, soprattutto per quelli di taglia grande”. 

Sono decine i cani “costretti a stare legati alla catena da quando il Comune ha applicato il regolamento condominiale che vieta di avere degli spazi recintati per poter tenere gli animali”, aggiunge. 

Dopo molte segnalazioni, infatti, il Comune lo scorso aprile ha provveduto a rimuovere le recinzioni installate dagli assegnatari negli spazi comuni, che impedivano il libero accesso alle attività di manutenzione e ai condomini stessi. 

“In questo modo, tuttavia, molte persone sono state costrette a tenere a catena i propri cani, cosa che non rispetta la legge regionale contro il randagismo  – aggiunge – In un caso di questi ho diagnosticato per un labrador la depressione del sensorio. L’animale, legato da 6 giorni, ha sviluppato inappetenza e anoressia”. 

Gli Animalisti italiani incontreranno domani il vicesindaco Nicola Trifuoggi per discutere della loro bozza di regolamento comunale che riguarda proprio la detenzione di cani e gatti. 

“Chiederemo di formare un tavolo tecnico per risolvere questa grave situazione – conclude la Graziani – Chiedo inoltre di non multare i cittadini che non hanno ancora provveduto a rimuovere le recinzioni perché i cani non sono dei vasi che sposti da un posto per metterli in un altro. Ci vuole del tempo per dare modo alle persone di poter creare un ambiente adatto ai loro animali che gli consenta una vita dignitosa”. Marianna Galeota