L’AQUILA – Nel calcio si dice che l’abbondanza di calciatori in rosa rende felici gli allenatori perché possono fare la formazione avendo a disposizione più scelte.

Non è certamente così in politica, soprattutto in questo periodo di grandi e nevrotiche manovre finalizzate alle ufficializzazioni delle candidature per le elezioni politiche del prossimo 24 febbraio.

Su ogni posto “utile” si stanno scatenando autentiche resse, molte volte più simili a risse. Un quadro simbolo per tante partite, visto che il 21 gennaio prossimo scade il termine per la presentazione delle liste.

Accade anche nell’Unione di centro abruzzese, già dilaniata da anni da più anime, almeno tre, che alla Camera correrà con il proprio simbolo nella coalizione centrista guidata dal premier uscente Mario Monti, mentre al Senato farà parte della lista unica “Con Monti per l’Italia”.

L’indicazione, prossima all’ufficializzazione, del vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, già vice segretario nazionale dell’ormai dissolto Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo, come capolista alla Camera per il partito della Vela ha scatenato la reazione di più di un esponente abruzzese centrista.

Contro la decisione, voluta fortemente e “benedetta” dal leader nazionale, Pierferdinando Casini, in particolare sono insorti l’ex parlamentare Rodolfo De Laurentiis, componente del consiglio di amministrazione Rai, che alle ultime elezioni politiche ha sacrificato lo scranno in Parlamento a favore del paracadutato dall’alto Ferdinando Adornato; il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Antonio Menna, e il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, il quale a fine anno ha formalizzato le dimissioni, che può ritirare entro 20 giorni, proprio per essere formalmente pronto alla candidatura.

I malumori saranno esplicitati nei confronti del segretario nazionale, Lorenzo Cesa, in un incontro che potrebbe svolgersi nelle prossime ore a Roma. Al confronto potrebbero essere presenti anche lo stesso Casini e il presidente, Rocco Buttiglione, delegati dal Consiglio nazionale, unitamente a Cesa, a decidere le candidature.

La minaccia è la fuoriuscita dal partito della Vela. Tutti e tre rivendicano un ruolo “utile” alle prossime elezioni ma soprattutto contestano la scelta di De Matteis. Che è stato già esponente dell’Udc, poi uscito dopo lo strappo che coinvolse l’allora segretario, Marco Follini, causato da gravi divergenze con lo stesso Casini, fondando il movimento “Italia di mezzo”, e poi confluito con l’Mpa di Lombardo quando Follini virò verso il centrosinistra divenendo fondatore del Partito democratico.

Da sempre uomo di centrodestra più che di centro e uno degli esponenti più in vista della coalizione di maggioranza in Regione, Gdm si è riavvicinato all’Udc alle elezioni amministrative dell’Aquila riuscendo a coinvolgere i casiniani nel movimento contenitore L’Aquila città aperta che ha spaccato il Pdl, andando al ballottaggio con il centrosinistra guidato dal sindaco uscente Massimo Cialente, poi riconfermato proprio contro De Matteis.

Il movimento trasversale, definito precursore a livello nazionale, ha tra l’altro perso pezzi importanti in questi giorni con l’uscita di Vito Colonna, tra consiglieri i più votati, che ha aderito alla Destra così come Carla Mannetti, direttore regionale, non candidata ma un’autentica colonna organizzativa.

La decisione di De Matteis capolista è stata osteggiata fino all’ultimo da tanti esponenti, tra cui appunto De Laurentiis, i quali avrebbero voluto un’alleanza con la coalizione di centrosinistra.

Ma l’investitura come leader abruzzese dell’Udc per De Matteis c’è stata lo scorso mese di novembre a Pescara quando Casini, nonostante le resistenze romane, è stato l’ospite d’onore a un evento sull’economia sociale organizzato dal vice presidente vicario del Consiglio regionale.

In quell’evento c’erano anche Paolo Gatti e Nicoletta Verì, assessore e consigliere regionale entrambi in predicato di aderire alla Vela, e che poi hanno cambiato lido avvicinandosi alla neonata formazione di destra Fratelli d’Italia, presentata proprio oggi e per la quale l’ingresso dell’uno è sicuro, dell’altra probabile.

A proposito di candidature, come capolista al Senato il papabile sembra essere Giulio Borrelli, originario di Lanciano, ex direttore del Tg1, uomo vicino a Montezemolo. Curiosamente, ha un percorso recente simile a quello di De Matteis.

Anche lui, infatti, si è candidato sindaco alle ultime amministrative, ad Atessa (Chieti). Anche lui con un progetto politico di contenitore trasversale, “Movimento per Atessa Unita”. E anche lui, alla fine, ha perso.

Anche questa ipotesi di candidatura sta già provocando polemiche e ulteriori spaccature. Insomma, nell’Udc, come negli altri partiti, le conseguenze si vedranno dopo il 21 gennaio. E non saranno certo ricomponibili come succede spesso nel calcio.