TERAMO – “In questi giorni c’è stato chi mi ha detto di fare un passo indietro…. Fatemi fare prima un passo avanti e poi vediamo di fare un passo indietro. La nostra missione è liberare Teramo da un sitema di potere durato nove anni”.

Parte subito alla carica Gianguido D’Alberto, ex capogruppo comunale del Partito democratico al Comune di Teramo, che ieri al caffè Babila ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco, a capo della lista civica di Insieme Possiamo.

Una candidatura che rompe schemi e la compattezza nel campo del centro-sinistra in vista delle attese elezioni di giugno, essendo in diretta competizione con quella ufficiale del Pd, del presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino.

D’Alberto si era dimesso da capogruppo ed era uscito dal Pd nel giugno del 2017, “per non fare il gioco di chi vuole sostituire un sistema di potere con un altro”, aveva detto, definendo impietosamente il suo ex partito “un’accozzaglia di uomini e donne uno contro l’altro”, “in cui si vive solo sulle logiche correntizie e per obiettivi materialistici, senza che si parli mai di un progetto politico, e che riproduce gli stessi schemi che contestiamo al centrodestra”.

C’è intanto attesa di conoscere chi sarà invece il candidato sindaco del centrodestra, dopo la rovinosa caduta del sindaco forzista Maurizio Brucchi, vittima del fuoco amico, in primis quello dei consiglieri che fanno riferimento al consigliere regionale Paolo Gatti. E soprattutto del Movimento 5 stelle, che anche a Teramo è diventato di gran lunga il primo partito alle politiche del 4 marzo.

Ad appoggiare Gianguido D’Alberto in primis una cinquantina di sostenitori del Comitato fondatore di Insieme Possiamo. Potrebbe essere pronto ad  sostenerlo anche Liberi e Uguali, e in sala ieri ad ascoltarlo c’erano anche non pochi esponenti di area Pd.

Preoccupato a maggior ragione Di Sabatino: “Predo atto che c’è molta difficoltà a trovare sintesi, ma resto fermamente dell’idea che più candidature nello stesso campo sia un errore”, ha ammesso a Vera tv.

D’Alberto però non chiude le porte al dialogo. “Ho molto apprezzato – ha detto il candidato sindaco – che Di Sabatino si sia mosso con grande consapevolezza della sconfitta elettorale del Pd del 4 marzo”.

“La mia disponibilità – ha aggiunto – è legata ad un progetto di vero e radicale rinnovamento: abbiamo avuto per nove anni un sistema di potere autoreferenziale che ha fallito da tutti i punti di vista, e che ha portato la città la commissariamento”.

A muoversi nel centrodestra in vista delle elezioni di giugno anche l’ex-assessore comunale all’ambiente e al verde pubblico Rudy Di Stefano, vicino inizialmente politicamente a consigliere Gatti, di cui è stato collaboratore politico in Regione.

Poi però ha preso un’altra strada, entrando in Direzione Italia, la formazione politica di Raffaele Fitto poi confluita in Noi con l’italia-Udc, la quarta gamba del centrodestra, che alle elezioni del 4 marzo non ha superato la soglia dei 3 per cento.  

Ora Di Stefano ha annunciato l’adesione ad Azione Politica, la nuova formazione politica fondata dall’abruzzese Gianluca Zelli, patron della Humangest. L’inaugurazione ufficiale della sede del partito a Teramo è prevista per il prossimo 29 marzo.