TERAMO – Riferendo di un acceso battibecco con Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, nelle concitate ore dello scorso fine settimana, il governatore Gianni Chiodi ha commentato “di aver capito anche molte cose di questo partito e ho capito che bisogna entrare in contrasto con alcune logiche di questo partito. Perché io non accetto che il coordinatore dell’Abruzzo di fatto sia Cicchitto (e non Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano ndr)”.
Affermazioni che, successivamente, il parlamentare romano ha bollato come “demenziali”.
Anche il vice presidente dei deputati del Pdl, Sabatino Aracu, ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di Chiodi nelle quali ha detto di “aver salvato il partito da Aracu e Razzi”.
Intanto il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha annunciato di aver avuto un incontro con Chiodi e con il senatore uscente Paolo Tancredi, ricandidato in posizione “utile” alla Camera.
”DOPO LE ELEZIONI PORRO’ QUESTIONE NAZIONALE”
“Non l’accetto, io e Cicchitto abbiamo un modo diverso di affrontare le tematiche, di fare politica”, ha aggiunto.
“Di conseguenza io porrò una questione al partito nazionale subito dopo queste elezioni – ha minacciato – perché credo che si debba e evitare che per il futuro si possano ripetere cose di questo genere. Perché il partito è forte, e sarà capace di una grossa performance”.
“UN ERRORE TENERE FUORI PESCARA”
“Se avessi fato le liste io, io non avrei fatto alcuni errori che sono poi emersi, uno di questi non contenere una rappresentanza pescarese. È un errore”, ha detto oggi Chiodi, il quale ritiene che le liste del Pdl alle elezioni di febbraio sono state sì ‘aggiustate’ in corsa ma che continuano a portare con sé, evidenti discriminazioni.
“Sono parzialmente molto soddisfatto perché potevano essere fatte ancora meglio se avessimo avuto noi la possibilità di fare le liste invece lo abbiamo dovuto affrontare negli ultimi due giorni”.
“HO SALVATO LISTE PDL DA RAZZI E ARACU”
“La questione era: o io Chiodi o Aracu, o io Chiodi o Razzi come onorevole… Oggi Aracu si prenderà una pausa di riflessione, si occuperà della federazione pattinaggio”.
È un Chiodi che resta su toni decisi, quello che affronta a posteriori la vicenda delle polemiche che hanno accompagnato il varo delle candidature a Camera e Senato in Abruzzo.
“Berlusconi – ha continuato Chiodi – il giorno in cui mi affidava la candidatura a governatore mi disse che avrei dovuto interrompere la fase dell’affarismo in Forza Italia in Abruzzo, non potevano continuare in questo senso”.
Intervenendo alla presentazione della candidatura del senatore uscente Paolo Tancredi, si è definito parzialmente molto soddisfatto, perché le liste potevano essere migliori.
“Abbiamo evitato che in Abruzzo la corte, comunque il comitato che si occupava delle questioni, facesse una cosa che fosse inaccettabile”, ha aggiunto.
SOSPIRI: “CHIODI NON È IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TERAMO”
Parte da Pescara la ‘rivolta’ degli esclusi dalle liste elettorali del Popolo della libertà.
E a guidare la protesta è il gruppo formato dal coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri, dal presidente della Provincia Guerino Testa e dalla consigliera regionale Federica Chiavaroli.
Il bersaglio, se non ci sono candidati pescaresi nelle liste del Pdl, mentre invece c’è il contestato Antonio Razzi, è soprattutto il presidente della Regione Gianni Chiodi, originario di Teramo.
“La deve smettere di ragionare come fosse il presidente della provincia di Teramo”, ha detto Sospiri, nipote dell’ex sottosegretario Nino, scomparso nel 2006.
Sospiri parla di “liste indecorose”, di dimissioni presentate domenica e non ancora ritirate perché visto che mancherà un parlamentare Pdl espressione di Pescara “centro più importante della Regione”.
“VENGA A FIRMARE UN’AGENDA PER PESCARA”
“Ora Chiodi venga a Pescara a firmare una agenda di lavoro, un impegno con il partito pescarese, perché se è stato capace di fare una battaglia per trovare i fondi per l’alluvione nel Teramano, deve essere capace di fare altrettanto per il porto di Pescara”, tuona Sospiri.
“La nostra agenda pescarese sarà la base della nostra campagna elettorale. Non ritiro le mie dimissioni fino a quando Chiodi non firma questo impegno – promette – Resto sempre un militante Pdl, ma se non ci sarà l’impegno del presidente della Regione, io sarò un semplice militante, e vuol dire che qui qualcuno verrà a fare la campagna elettorale. Venga a firmare, se vuole i voti della nostra città”.
Ma l’obiettivo principale sono gli equilibri interni al Pdl Abruzzo. “È finito un ciclo. Finita la campagna elettorale – chiude Sospiri minaccioso – bisognerà ricomporre e rinnovare gli organi di partito e modificare gli equilibri marsico-teramani…”, alludendo anche al coordinatore regionale Filippo Piccone, originario di Celano (L’Aquila).
CICCHITTO: “DA CHIODI AFFERMAZIONI DEMENZIALI”
“Chiodi dice cose assolutamente demenziali: ho espresso il mio parere su quasi tutte le liste presentate nelle varie regioni d’Italia e ciò ovviamente non ha suscitato nessuno scandalo o ritorsione”.
Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, in risposta alle affermazioni del governatore Gianni Chiodi.
“Nel corso della discussione sulla lista in Abruzzo, ho espresso liberamente il mio parere che per altro è stato totalmente disatteso visto come poi è venuta fuori la lista, a testimonianza del fatto che rispetto all’Abruzzo il sottoscritto non esercita alcuna influenza né pretende di esercitarla. La mia critica di fondo riguardava il metodo seguito nelle scelte. Aggiungo anche che, per senso di responsabilità, che a Chiodi manca totalmente, non ho dato alcuna pubblicità a questo dissenso perché sono del parere che, una volta che le liste sono fatte, esse vanno difese”, conclude.
ARACU: “ATTACCHI INACCETTABILI”
“Reputo assolutamente inaccettabili gli attacchi contro il Pdl e contro la mia persona fatti dal presidente Chiodi. Ritengo che questi eccessi polemici possono essere dettati solo dalla ricerca di creare un diversivo di fronte ai dissensi che la lista da lui stesso così fortemente voluta sta provocando. In ogni caso, malgrado tutto, confermo il mio sostegno al Pdl e al presidente Berlusconi nella prossima campagna elettorale”.
Lo ha dichiarato Sabatino Aracu, vice presidente del gruppo Pdl alla Camera dei deputati, in risposta alle dichiarazioni del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
PAGANO: “CHIODI MI HA CHIESTO DI RESTARE NEL PDL”
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, in lizza fino alla fine per un posto utile per le politiche, fa il punto dopo il confronto di ieri sera con Gianni Chiodi e Paolo Tancredi: “Chiodi e Tancredi, dopo aver letto del disappunto in termini politici e personali e di una mia possibile indicazione di voto per la lista civica di Rialzati Abruzzo, che è fuori dalla coalizione, mi hanno chiesto di rimanere nel Pdl e di non sostenere la lista guidata dall’assessore regionale Carlo Masci – spiega Pagano – Mi sono riservato una decisione fino a sabato quando faremo un’assemblea con il mio gruppo e discuteremo se autosospenderci oppure continuare a sostenere il partito”.
“Certo – ha continuato – in questo momento prevale la rabbia, i miei sono furibondi, perché siamo in presenza di una mancanza di rispetto personale, oltre che decisioni politicamente folli”.
Pagano ha anche riferito di aver chiesto “a Chiodi e Tancredi di fare un attendo esame di quanto successo e di avere dimostrazioni concrete che si è capito di aver sbagliato”.
Intanto, ieri il consigliere comunale del Pdl di Pescara Nico Lerri ha aderito alla Destra.





