SPOLTORE – “Ci hanno bocciato qualsiasi proposta, anche la minoranza”.

Attacca in questo modo l’amministrazione uscente del sindaco di Spoltore (Pescara) Luciano Di Lorito, la candidata sindaco per il Movimento 5 Stelle Filomena Passarelli.

Il movimento – spiega ad AbruzzoWeb – “fa fatica ad entrare nel cuore dei cittadini di Spoltore nonostante l’assoluta partecipazione nel territorio dei loro attivisti. È facile avere un bilancio in attivo quando gli unici fondi utilizzati sono quelli provenienti da finanziamenti europei, senza però aver mai curato la manutenzione ordinaria”.

Sulla Grande Pescara, poi, il Movimento “Deve rispettare la volontà del popolo. Il referendum ha avuto risultato positivo e noi dobbiamo ascoltare quindi la volontà dei cittadini”, le parole a tal proposito della Passarelli.

In un recente sondaggio sulle amministrative a Spoltore avete preso solo il 15 per cento. Alcuni possono pensare alla vostra scarsa attività in questi anni. Ma a dirla tutta, cosa può avere influito per un risultato così basso?

Noi in amministrazione abbiamo influito poco perché abbiamo ad ora un solo candidato; d’altronde ci hanno bocciato qualsiasi proposta che abbiamo presentato.  Non penso che il cittadino stia a guardare così attentamente i consigli comunali da farsi influenzare. 

Io mi sento solo di difendere la nostra attuale consigliera Giorgia Cipriani perché il suo lavoro è stato eccellente ai nostri occhi, ma purtroppo abbiamo sempre trovato un muro.

E non è vero che non siamo stati incisivi: noi facciamo una politica molto diversa dalla loro. Non avendo molte risorse, non ricevendo rimborsi elettorali facciamo solo quello che è possibile fare. 

Gli altri ad esempio hanno attaccato da mesi i primi manifesti, ma non è un’accusa perché la legge glielo permette e di conseguenza sono più conosciuti di noi. 

Ad oggi non mi interessano i voti ma voglio iniziare un percorso di crescita per promuovere il movimento all’interno dei cittadini di Spoltore. 

La cittadinanza deve capire che quella di racimolare voti di amici e parenti non è vera politica. Noi guardiamo ai fatti e vogliamo dare questo tipo di educazione anche a chi non ci segue.

Ma anche voi avete parenti e amici a cui “chiedere” il voto.

Non io, perché non ho parenti qui, visto che sono originaria di Campobasso. Mi sono traferita a Pescara per frequentare l’università e successivamente mi sono insediata a Spoltore. Ho costruito me stessa sui fatti e sulla trasparenza, lo faccio da sempre e chi mi conosce sa come sono. Ad esempio ho attaccato personalmente i manifesti. Non vedo altri sindaci o candidati che lo fanno.

Cosa potete fare in più per ottenere la fiducia dei cittadini?

Ora come ora stiamo facendo banchetti ogni giorno. Questo è il nostro modo di fare: parlare con la gente e discutere del territorio.

I problemi di Spoltore non si risolvono da un giorno all’altro, quindi è inutile prendere in giro le persone dicendo che si risolve tutto subito. 

Dobbiamo far capire che bisogna iniziare un percorso di crescita. 

Loro 5 anni non fanno nulla e gli ultimi mesi fanno manutenzione ordinaria. 

Inoltre, un Comune che ha delle ingenti entrate e un attivo sostanzioso se spendesse in modo oculato, questa liquidità potrebbe brillare.

Dal commissariamento di 5 anni fa ad un bilancio in attivo. Secondo lei può essere fatto di più?

La manutenzione ordinaria è stata nulla. Di Lorito sulla questione delle scuole e sul bilancio ha utulizzato fondi europei. Di tasca propria il Comune ha tirato fuori poco. Cinquantamila euro per il campetto di Santa Teresa sono una cifra enorme rispetto al lavoro svolto. 

Spoltore Servizi, che è una compartecipata, ha un caos tremendo: chiude, poi riapre, tiene le persone a lavorare saltuariamente.

Se noi entrassimo ad amministrare Spoltore vedremo come sono le vere realtà di tutto ciò che dicono. 

Se la compartecipata rischia il fallimento non c’è l’attivo. Quindi ok il bilancio ma queste pendenze? Queste cose così particolari vanno viste da vicino e con persone che possano entrare nel merito.

Avete organizzato un evento riguardo la riqualificazione del centro storico di Spoltore. Quali sono le altre zone secondo voi da riqualificare?

Indubbiamente i borghi, perché ogni borgo ha le sue specifiche caratteristiche. Villa Raspa e Santa Teresa, cresciute a dismisura senza nessun piano strategico, mancano di aree verde che possono in qualche modo essere il rimedio più naturale per fronteggiare l’inquinamento della statale 602. 

Una città ha bisogno anche di spazi pubblici.L’attuale amministrazione ha cementificato tutto perché logicamente da questo fa cassa. 

Per ogni borgo, tra l’altro, noi abbiamo previsto dei centri di aggregazione, soprattutto per i giovani che attualmente in questo territorio non hanno nulla.

Riguardo al Mammuth e Fosso Grande invece?

Nel caso del Mammuth stiamo preparando un preventivo per la demolizione. Dobbiamo anche considerare quale sia la soluzione più economica per quella struttura; confrontare i costi tra demolizione e ristrutturazione.

Sono trent’anni che vengono stanziati i fondi per quella struttura ma ogni volta siamo punto e a capo. Quando avrò le carte in mano posso dirvi cosa fare del Mammuth. Questi sono sbagli del passato e che ci portiamo ancora oggi. 

Noi odiamo il cemento per questo sogniamo in quel luogo una struttura ecosostenibile. 

Per Fosso Grande invece c’è un dossier immenso di fascicoli e documenti da far analizzare ad occhi esperti. Se la società Arca doveva costruire un centro polifunzionale pubblico deve mantenere la promessa. 

E l’amministrazione deve spingere la società a completare gli accordi. Ribadisco che questa situazione e favorita dal fatto che le leggi glielo permettono. Io a questo punto alzerei l’asticella delle tasse comunali alla società finché non realizzino l’opera pubblica.

Noi vogliamo favorire piccole e medie imprese perché quelle grandi i mezzi li hanno e questo è l’esempio limpido dell’utilizzo che ne fanno.

Ma all’interno del territorio non è la grande impresa che porta maggiori risorse economiche? Prendiamo spunto, ad esempio, dal campus Fater in realizzazione.

La storia della grande impresa deve finire. Io lavoro in una grande impresa e vedo le risorse che dovrebbero essere investite nel territorio, ma non accade.Ad esempio giovani sottopagati che alla fine del contratto vengono cacciati per reinserirne altri. 

Le medie e piccole imprese invece portano soldi perché reinvestono i loro piccoli capitali nel territorio.

Si torna a parlare della Grande Pescara. Voi del movimento siete favorevoli o contrari?

La cittadinanza si è espressa e noi dobbiamo seguire i pareri dei cittadini perché il risultato del referendum propositivo è chiaro e il popolo ha scelto per la Grande Pescara. Noi siamo per il rispetto assoluto delle regole. Io mi arrabbio ad esempio perché il referendum dell’acqua pubblica non è stato rispettato. I limiti e le lacune nel progetto ci sono eccome ma in ogni caso noi lavoreremo per portare una soluzione ottimale a questa Grande Pescara.