CHIETI – “A Roma così diviso il centrodestra non arriva nemmeno al ballottaggio. Per dare il buon esempio, ma solo se Silvio Berlusconi me lo chiede, sono disposto a fare un passo indietro e ritirare la mia candidatura”.

Lo assicura ad AbruzzoWeb il senatore abruzzese di Forza Italia Antonio Razzi, che solo il 9 aprile ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Roma, andando ad ingrossare il già affollato schieramento degli aspiranti nel campo del centrodestra, che comprende anche l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, appoggiato da Forza Italia e Berlusconi in primis, l’ex ministro Giorgia Meloni, appoggiato dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia, il civico Alfio Marchini e infine l’altro ex ministro berlusconiano Francesco Storace, della Destra.

Troppi per Razzi, che vede all’orizzonte un suicidio politico perché i sondaggi parlano chiaro: con questa frammentazione al ballottaggio arriveranno Roberto Giachetti, candidato del centrosinistra, e Virginia Raggi del Movimento 5 stelle.

Razzi annuncia dunque a questo giornale che nelle prossime ore incontrerà Berlusconi ad Arcore per valutare assieme a lui il passo indietro.

“A Roma rischiamo di ‘prendere l’aria fresca’, è una follia, non si può partecipare per perdere – sbotta – Dobbiamo arrivare subito a una candidatura unitaria e io voglio dare l’esempio: se lui me lo chiede posso ritirare la candidatura e, magari, mettermi in lista con chi lui mi dirà, per portare acqua al mulino di Forza Italia”.

Razzi tiene, però, a sottolineare che la sua candidatura è “una cosa seria, ai tanti che ridono sotto i baffi, anche dentro Forza Italia, ricordo che di voti a Roma ne ho tantissimi, e ho anche le soluzioni per risolvere i problemi di questa città. Non è che perché arrivo dalla Svizzera non merito rispetto o devo essere considerato un candidato di serie B”.

Tra le proposte fatte da Razzi e che hanno creato scalpore e molte ironie, quella di “liberare la Capitale dai topi che ormai l’hanno invasa facendo arrivare 500 mila gatti asiatici che saranno poi dislocati nei punti nevralgici della città”.

“Era solo un provocazione – spiega ora Razzi – volevo solo accendere i refettori su un problema serio e sottovalutato. Però ha funzionato, la notizia ha fatto il record di condivisioni su Twitter”. Filippo Tronca