Susanna Salvati, imprenditrice turistica di Rocca Calascio, Sabrina Marchetti, ricercatrice alla Dompè, Giuseppina Scimia, impiegata. Tre donne aquilane, le tre candidate di Sinistra ecologia e libertà alle prossime elezioni regionali in cui il Sel non senza fibrillazioni e distinguo appoggia il candidato presidente Luciano D’Alfonso

Punti forti del programma, hanno spiegato le candidate nella conferanz astmapa a palazzo Rotilio, sono l’economia sostenibile legata al turismo, alla ricerca e alle alte tecnologie, alla salvaguardia della bellezza e della purezza del territorio, la riqualificazione delle periferie urbane, lo stop al cemento, l’Abruzzo come regione delle città-territorio, senza più Province, e con l’unificazione dei piccoli comuni.

Nel presentare le candidature l’assessore comunale Betty Leone ribadisce il ruolo di Sel nella coalizione di centro sinistra in appoggio al candidato presidente Luciano D’Alfonso: “ Sel ha deciso di stare nella coalizione di centrosinistra per evitare che si trasformi geneticamente in una coalizione. E per evitare una deriva centrista, per incidere sulla piattaforma del programma”.

Un ruolo di antidoto e di zavorra, quello del Sel, che già ha provocato non poche fibrillazioni all’interno della coalizione: Giustino Masciocco, coordinatore Sel a L’Aquila torna infatti sulla vicenda dei candidati indesiderati Giorgio D’Ambrosio e Angelo Di Paolo. Dopo il neit di Sel, Di Paolo è stato estromesso, ma D’Ambrosio è stato candidato in extremis con il Centro democratico.

E il Sel aquilano ribadisce pertanto la linea espressa nella lettera ufficiale dal coordinatore regionale Tommaso Di Febo: “Non c’è posto per Centro democratico, per il suo personale politico, per i suoi metodi all’interno della coalizione di centro sinistra”, dopo appunto l’episodio definito “squallido” della controversa candidatura.

E a Di Paolo, furente per l’esclusione, che ad Abruzzoweb aveva tuonato: “Ma chi è Sel per parlare di moralità della politica?”, risponde serafico Masciocco: “Non replico: l’importante è che non sia stato candidato un ex-assessore della giunta Chiodi che è corresponsabile dello sfacelo di questi anni”.