PESCARA – “Sabato anche in Provincia di Pescara i consiglieri comunali andranno al voto per rinnovare il Consiglio provinciale. Si consuma di nuovo la truffa ai danni dei cittadini”.

Lo hanno detto stamattina in conferenza stampa gli esponenti di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, Corrado Di Sante e Walter Rapattoni.

“La riforma bufala del governo Renzi ha solamente sottratto ai cittadini il diritto a eleggere i propri rappresentanti. Non sono state abolite le province ma la democrazia e lo scopo di questa operazione è stato quello di procedere a fortissimi tagli per servizi essenziali con sempre meno risorse, dal trasporto disabili alle strade passando per la manutenzione delle scuole superiori”.

“Al voto – hanno aggiunto – andranno solo i consiglieri comunali: gli eletti saranno così, ancora una volta, espressione esclusiva dei giochi di potere all’interno del ceto politico”. 

Ma l’attenzione di Rifondazione comunista si è concentrata in particolare sugli schieramenti in campo.

“Sono state presentate tre liste. La lista del Pd è in pieno stile dalfonsiano, ci sono gli esponenti del ‘partito dell’acqua0 come Silvina Sarra, sindaca di Bolognano e moglie dell’ex-presidente Aca arrestato con l’accusa di tangenti, e voltagabbana provenienti dal centrodestra come il sindaco neoeletto di Manoppello Giorgio De Luca. Dobbiamo constatare che Sel-Sinistra italiana – hanno detto i rappresentanti del Prc – è presente nella lista Pd con il giovane candidato Davide Morante, a dimostrazione che non è l’età il metro per giudicare la rottura con la vecchia politica”.

“Il partito di Gianni Melilla e Mario Mazzocca – hanno aggiunto – conferma in provincia di Pescara la sua internità e subalternità al sistema di potere dalfonsiano”.

“Per l’ennesima volta Sel-Sinistra Italiana antepone il rapporto con D’Alfonso e il Pd alla prospettiva della costruzione di un’alternativa al renzismo che pure Nicola Fratoianni e Stefano Fassina invocano a livello nazionale”.

“Fortunatamente nel resto dell’Abruzzo Sel-SI invece ha fatto la giusta scelta del boicottaggio insieme al resto della sinistra. Le altre due liste presentano da un lato il centrodestra a ranghi ridotti dopo la campagna acquisti di D’Alfonso e un redivivo Giorgio D’Ambrosio che da democristiano ora si è trasformato in ‘socialista’”, hanno concluso i rappresentanti di Rifondazione.