L’AQUILA – “La strada del centrosinistra è l’unità, va seguita anche nei ballottaggi. Il mio appello è naturalmente rivolto anche al Movimento Cinque Stelle, siamo forze che stanno governando insieme a livello nazionale e che dovunque raccontano di un’interlocuzione viva: quella in Regione Abruzzo è tra l’altro tra le migliori.”

A dettare la linea è Michele Fina, segretario del Partito Democratico regionale, nel corso della conferenza stampa di analisi, che si è tenuta all’Aquila, del primo turno delle elezioni amministrative e in vista dei ballottaggi che riguarderanno cinque città abruzzesi.

In quattro su cinque delle città che vanno al ballottaggio il Pd è il primo partito e in quattro su cinque di queste le forze di centrosinistra si attestano tra il 40 e il 50 per cento dei consensi. Mentre, sempre in quattro su cinque delle maggiori città, il centrodestra si ferma tra il 20 e il 30 per cento. Il segretario del Pd Abruzzo ha sottolineato anche un “dato straordinario”: “in quattro su cinque delle città che andranno al ballottaggio il più votato è una donna: quindi l’idea che le donne non possano svolgere un ruolo di protagonismo nella competizione elettorale, quella più difficile, è smentita dai fatti”.

“Il mio appello per il secondo turno è all’unità, si unisca dove si non si è riuscito a unire. E’ naturalmente rivolto anche al Movimento Cinque Stelle, siamo forze che stanno governando insieme a livello nazionale e che dovunque raccontano di un’interlocuzione viva: quella in Regione Abruzzo è tra l’altro tra le migliori. Il dialogo tra noi è naturale e sarà naturale nell’ambito del lavoro per costruire una piattaforma alternativa per l’amministrazione regionale, una responsabilità ancora più forte dopo il consenso ricevuto in queste elezioni”:

Fina ha spiegato che “i nostri avversari hanno pagato il malgoverno della Regione Abruzzo. Rivolgo un consiglio non richiesto ai candidati del centrodestra ai ballottaggi: non invitate alle prossime iniziative gli amministratori e il Presidente della Regione”. Alla base del successo generale del Pd e del centrosinistra per il segretario Fina c’è l’unità, “un valore assoluto che vogliamo riportare nei ballottaggi.  Abbiamo unito il Pd e gli abbiamo dato una funzione unitaria, il Pd raggiunge ottimi risultati perché ha rinunciato all’arroganza e all’autoreferenzialità. Siamo stati un partito coalizionale, abbiamo unito dovunque fin dove era possibile, dove non è stato possibile non è stato per responsabilità nostra: Sulmona è in questo senso un esempio straordinario. La divisione la paghiamo a Roseto: qui nonostante Sabatino Di Girolamo abbia amministrato bene, la maggioranza si è divisa, non per responsabilità sua o del Pd”.

Fina ha preso come riferimento le città che andranno al ballottaggio per misurare il successo del Pd e del centrosinistra: “Francesco Menna e Luisa Russo vi arrivano con quasi il 50 per cento al primo turno, Leo Marongiu ha conquistato il secondo turno in modo insperato con più consensi della sua coalizione a fronte di un avversario che invece ha raccolto meno consensi della coalizione. A Sulmona addirittura sono stati smentiti tutti i pronostici con Gianfranco Di Piero che arriva al ballottaggio come primo con quei mille voti più della coalizione. Sono tutti risultati straordinari”.

Ringraziamento “ai nostri candidati e alle nostre candidate che hanno avuto un risultato straordinario, hanno dimostrato di essere la migliore sintesi. Si tratta di persone innamorate della propria città e questo è stato percepito dai cittadini. Si è votato e si vota per la guida delle città, non vogliamo mettere bandierine di nessun tipo, i partiti politici non servono a fare la conta dei voti politici, come ha fatto il Presidente della Regione che ha dimostrato di essere soprattutto leader del proprio partito. I partiti servono a essere a disposizione di chi si candida a guidare le città. I tre temi di cui si è discusso di più sono stati la salute, il sapere e il lavoro: su tutti e tre siamo impegnati e abbiamo le idee chiare, i cittadini lo hanno capito, non hanno capito le ambiguità e la confusione dei nostri avversari”. Fina ha anche sottolineato di sentire “la responsabilità dell’alto tasso di astensione, si tratta di un segnale di un’insoddisfazione che dobbiamo colmare”.