L’AQUILA – “Secondo i civici e il centrodestra dovrei dimettermi da presidente di Gran Sasso Acqua? Lo so io quello che devo fare e me ne assumo io le responsabilità, l’azienda va protetta non può essere abbandonata, c’è l’esigenza della mia presenza per dare continuità e risposte ai cittadini”.
Così ad AbruzzoWeb Americo Di Benedetto, presidente della società idrica del comprensorio aquilano e candidato sindaco del centrosinistra dopo la vittoria alle primarie, allontana le dimissioni da Gsa replicando al doppio attacco, il primo della fase elettorale, ricevuto ieri quasi in contemporanea dal centrodestra e dai civici di L’Aquila chiama, che gli contrapporranno Pierluigi Biondi e Carla Cimoroni.
Attacchi che, assicura Di Benedetto, “sono talmente impegnato che non ho neanche letto, sono molto concentrato su quello che devo dare alla città. Penso, comunque – fa notare – che gli argomenti in campagna elettorale dovrebbero essere differenti piuttosto che ragionare su che cosa dovrebbe fare o non fare avversario”.
“Non attaccando gli altri, ma è sulla proposta che vanno convinti cittadini – ammonisce poi – Inoltre, per me chi pensa male agisce male”.
Il presidente degli ultimi 11 anni, quello appena trascorso in prorogatio, additato come “candidato dei sottoservizi” per aver gestito da stazione appaltante con costruttori e commercianti l’ingente commessa pubblica da 80 milioni di euro, non si dà un termine per le dimissioni, ma assicura che porterà avanti il doppio in carico “nello stile e nel modo che mi contraddistinguono, ossia con terzietà rispetto a qualsiasi funzione direttamente riconducibile alle mie prospettive”.
Smentito anche il “silenzio” della coalizione di centrosinistra, per alcuni analisti forse rimasta spiazzata dalla sua prevalenza per 600 voti sul consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.
“Altro che silenzio, è una fase di grande elaborazione con Pierpaolo e il gruppo dirigente – assicura – le primarie si sono celebrate solo una settimana fa, non un anno, la macchina organizzativa va sistemata”.
“Lunedì ci sarà una riunione sulla lista del Partito democratico, mercoledì con la coalizione su programma e organizzazione, giovedì l’attivo degli iscritti Pd – questa l’agenda – Sono tutti passaggi che servono per organizzare la futura campagna”.
Biondi ha detto che i tanti voti di centrodestra finiti anche in modo conclamato a Di Benedetto sono “solo prestati e torneranno indietro ora che la coalizione si è ricompattata”.
“Non so che tipo di analisi faccia Biondi, su 10.500 voti quante centinaia, migliaia o decine di migliaia pensa di recuperare – la stilettata – La verità è che questa storia del centrodestra è una leggenda metropolitana, abbiamo dato loro una mano a stare uniti, la loro è una reazione non un’azione”.




