L’AQUILA – “Guido Liris è il vice segretario regionale di Forza Italia, non ha bisogno di farsi candidare da consiglieri comunali in scadenza, con tutto il rispetto per tutti e con l’augurio a tutti di essere rieletti, mi sembra un po’ fuori luogo”.
Lo afferma in un’intervista ai microfoni di AbruzzoWeb Giancarlo Silveri, portavoce del movimento Riscatto popolare in vista delle prossime elezioni amministrative dell’Aquila, commentando la richiesta di candidatura a sindaco rivolta all’attuale capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale aquilano dai consiglieri uscenti nel corso di un incontro.
“Non credo abbiano alcun titolo specifico per chiedergli di candidarsi, credo debba essere il partito a uscire dicendo qual è la sua intenzione, altrimenti che figura gli fanno fare?”, prosegue.
Quanto alle mosse di Riscatto popolare, lo scorso 2 febbraio alla prima uscita pubblica era stata ipotizzata una deadline entro metà mese per formare una coalizione.
“Stiamo guardando con curiosità alcune mosse, il centrodestra è un fatto lessicale ormai, esiste ancora? Così come il centrosinistra, non sappiamo se c’è ancora – rimarca Silveri – Abbiamo contatti e rapporti, ci riuniremo e decideremo sulla base delle possibili adesioni e nei prossimi giorni usciremo con la nostra proposta definitiva”.
Su Rp l’ex manager Asl ricorda che “siamo un’aggregazione civica, né di centrodestra né di centrosinistra: miriamo alla città anche perché i partiti politici sono troppo presi nelle diatribe interne per dare risposte serie ai cittadini”.
Quanto all’ultima sua nota in cui ha criticato l’amministrazione comunale sulla situazione della vulnerabilità delle scuole, duramente replicata dal sindaco, Massimo Cialente, Silveri rimarca che “alcune mie riflessioni sulla situazione degli studenti del liceo Classico sono state bollate come chiacchiere da bar: la responsabilità è del Partito democratico, Cialente è un’aggravante, ma non la sola causa”.
“La Corte dei conti, intanto, non ha condannato me”, stiletta poi in riferimento alla condanna contabile del primo cittadino e altri nel 2015 per la mancata riscossione degli affitti negli alloggi antisismici.
“Ci si preoccupa della Corte dei conti per 1.200 famiglie, ma non ci si è preoccupati nell’occupazione abusiva di Collemaggio – aggiunge ancora – La Corte non fa il censore, controlla gli sprechi, ma se i soldi li usi correttamente non dice nulla”.
“Cialente è bravissimo a trovare sempre qualcuno su cui riversare le responsabilità oppure argomenti fuorvianti rispetto al problema. Dia delle risposte, ha rovinato la vita sociale di 1.200 ragazzi, conclude. (alb.or.)




