L’AQUILA – “Basta con gli annunci dei grandi gruppi stranieri che investono sull’Aquila, prima l’indiano poi il cinese: dobbiamo diventare protagonisti del territorio facendo impresa qui e utilizzare tutto quello che abbiamo, rispettandolo”.

Così Giancarlo Silveri, candidato sindaco dell’Aquila con il movimento civico Riscatto Popolare, ha annunciato la filosofia del suo programma elettorale, presentato oggi in un incontro con la stampa.

Un programma che, ha detto, “è condiviso con tutti coloro che hanno accettato di entrare nella lista, farà da collante. Riteniamo che questa città abbia necessità di voltare pagina, che occorra un’autentica rivoluzione culturale – ha detto Silveri – Grazie a dio L’Aquila ha un patrimonio e dovrà pensare come utilizzarlo per fare impresa e business”.

Sul prossimo scontro elettorale, il candidato ha detto che “sorprende come gli organi di informazione tendano a radicalizzare lo scontro tra centrodestra e centrosinistra come se gli altri non fossero portatori di proposte: noi lo siamo”.

“Le elezioni non sono un derby calcistico tra due squadre che si presume di grossa qualità: qui se vince chi non sa fare il suo mestiere, contribuirà a peggiorare una situazione già drammatica – ha evidenziato – mi auguro che i cittadini scelgano più la qualità che il derby”.

“La nostra ambizione è arrivare al ballottaggio, più che aggregarci ad altri vogliamo essere noi ad aggregare – ha detto Silveri sugli obiettivi – Se non ci riusciremo, osserveremo gli altri e vedremo sul piano dei programmi che cosa è compatibile con il nostro intento e la nostra cultura politica”.

Sulla composizione della lista, ha aggiunto che “ci stiamo lavorando, non vogliamo arrivare per forza a 32 candidati, l’importante è che ci sia condivisione sul programma, poi possono essere 22, 25 o 32”.

“Siamo partiti tardi perché ci siamo fatti giocare dai giochetti dei partiti che ritenevamo volessero voltare pagina – ha ammesso Silveri – ma poi abbiamo visto che la rivoluzione culturale non c’è di qua né di là. Le primarie del centrosinistra, d’altronde, sono state disputate da due persone che hanno portato 10 mila persone a votare e si sono scontrate sul nulla”.

Alleanze non sono escluse in nessun senso perché “siamo un movimento civico”, ha ricordato ancora una volta, ma “la notizia dell’accordo fatto con Di Benedetto è una bugia e un’invenzione, solo un pazzo oggi potrebbe pensare oggi a una cosa del genere. Potremmo anche non apparentarci con nessuno – ha ipotizzato in conclusione – anche perché gira gira le facce sono sempre le stesse”.

Quanto ai punti salienti del programma, Silveri ha rimarcato il progetto di “collegamento su treno veloce tra L’Aquila e Roma con una percorrenza di 30/45 minuti, che consentirà di rendere molto appetibile il territorio portandolo a diventare un quartiere nobile dell’area metropolitana della Capitale”.

Sull’urbanistica, l’idea è quella di “ripristinare il giusto rapporto fra superfici edificate ed edificabili per la residenzialità e spazi pubblici riservati alle attività collettive, all’edilizia scolastica, al verde pubblico, ai parcheggi, secondo quanto previsto e non attuato nel piano regolatore generale del 1979”.

“Si parla di smart city e di 5g: cose importanti, che fanno notizia, queste nuove tecnologie però non produrranno di per sé ricchezza – ha fatto notare il candidato – questa deriverà dal saperle valorizzare imprenditorialmente sul nostro territorio”.

Da rimarcare anche l’idea della “creazione di un ufficio dei congressi (convention bureau) per attrarre correnti turistiche ricche e qualificate” e il “progetto di comunicazione e marketing territoriali al fine di cancellare l’attuale immagine negativa che affligge la città”.

Infine, nel turismo, “altra iniziativa da promuovere in campo nazionale, è la rievocazione del cammino della transumanza, del percorso a piedi per spostare le greggi da L’Aquila a Foggia lungo il ‘Tratturo Magno’: unica del suo genere poiché unico è il tratturo”.