L’AQUILA – “Massimo Cialente merita l’unità di tutta la città e lo dico proprio perché i candidati sindaco sono 10, un paradosso. E l’unità a chi la volete affidare se non al sindaco uscente e alla coalizione che si può esprimere intorno a lui? Di inseguire divisioni o improvvisazioni L’Aquila non se lo può permettere”.

Così il leader nazionale di Api Francesco Rutelli ha benedetto ufficialmente il sostegno del partito centrista al primo cittadino uscente e ricandidato. Cialente ha accolto Rutelli uscendo dal municipio, “Benvenuto nella mia umile dimora!”, sorriso a 32 denti ricambiato. Poi ha precisato: “Bentornato, Rutelli è venuto spesso all’Aquila, anche in forma privata”.

Sull’unità della coalizione che c’era nel 2007, pur con il distinguo importante dell’Italia dei valori, hanno insistito entrambi.

“Tranne la decisione per me inspiegabile dell’Idv, che ha governato cinque anni con l’assessore più assiduo – ha sottolineato Cialente – l’attuale coalizione si presenta unita agli elettori. In questi tre anni difficilissimi abbiamo tenuto la barra dritta e fatto battaglie importanti, a volte non capite neanche dai cittadini”.

“Noi siamo uniti e ci ripresentiamo tutti – ha ammesso il sindaco, in forma smagliante – è imploso il centrodestra. Abbiamo perso il conto di quanti frammenti ci sono”.

Rutelli ha annunciato che “a Monti chiederò subito che non si paghi l’Imu sulle case distrutte, non c’è neanche da scherzare, ci manca solo che facciamo pagare per le rovine. Seconda cosa – ha proseguito – chiederò i poteri: dopo la gestione complessa, e fermiamoci qua, dell’emergenza, è il momento di dare gli strumenti del governo a chi sta qui, senza lasciarlo solo. Le decisioni devono essere prese qui”.

L’ex vice presidente del Consiglio è stato stuzzicato dai cronisti sul terzo polo, un fallimento a livello locale: “In tutte le amministrative – ha ammesso Rutelli – è molto difficile e quasi impossibile definire il terzo polo, mentre il disegno politico nazionale è assolutamente confermato e forte”.

“A livello locale – ha aggiunto – penso che le scelte siano civiche, quella dell’Aquila lo è per eccellenza, per il bene comune. Più che un’alchimia politica nazionale conta come fare ripartire la città”.

Tra i presenti il coordinatore abruzzese del movimento e consigliere regionale, Gino Milano, quello comunale, Ermanno Giorgi, l’assessore uscente di riferimento, Roberto Riga, due giovani candidati, Tommaso Ciancarella (23 anni) e Loredana Lombardo, i consiglieri uscenti Pierluigi Mancini e Angelo Orsini (assente invece il capogruppo Piero Di Piero, passato all’Udc) oltre all’ex coordinatore comunale, Vittorio Sconci, e l’avvocato Vincenzo Calderoni, che sosterrà Api dopo aver cambiato idea su Giorgio De Matteis.

CASO LUSI: ”GIUDICI RIDARANNO ONORE ALLA MARGHERITA”

“Il caso Lusi finirà con i magistrati che avranno chiarissimo cosa è avvenuto e faranno giustizia, con il recupero pieno dell’onore della Margherita e la restituzione ai cittadini di tutto il maltolto”.

Questa la lapidaria risposta del leader Api parlando del caso giudiziario dell’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, di origini abruzzesi.

“Io credo – ha aggiunto – che ci sarà una conclusione positiva di questa terribile vicenda. Siamo tenaci”.

TERZO POLO: ”IL DOPO BERLUSCONI? CAMBIERA’ TUTTO”

“Dopo la crisi di questo ventennio bipolare nel segno pro o anti Berlusconi è evidente che ci sarà una ricomposizione dello scenario politico su basi completamente nuove”.

Così Rutelli sul dopo-Berlusconi, il futuro politico dell’Italia e le prospettive del Terzo polo.

“Noi collaboreremo – ha aggiunto – abbiamo costruito il nostro movimento politico per questo: per dare vita, con il Terzo polo, a qualcosa che permetterà di aggregare forze che inevitabilmente dovranno ricollocarsi”.

“Io penso che il governo Monti sia l’indicatore di questo cambiamento – ha sottolineato il leader dell’Api – ovvero che è finita la contrapposizione di questi ultimi venti anni, perché l’Italia non se lo può permettere e perché la crisi economica non è finita. Il dramma della mancata crescita della perdita dei posti di lavoro, delle difficoltà produttive, della sfiducia delle famiglie purtroppo non è destinato a concludersi presto, dunque c’è bisogno di una grande unità del Paese”.

“Le vecchie soluzioni politiche non sono in grado di dare a questa grave crisi la risposta necessaria – ha quindi proseguito – e tutti si devono mettere al servizio di una riaggregazione politica in grado di affrontare i problemi fondamentali”.

“Il gioco politico dell’ultimo ventennio, purtroppo, ci ha fatto solo perdere tempo – ha concluso Rutelli – perché alla fine a sinistra non è nato uno schieramento autenticamente riformatore, a destra non è nato uno schieramento autenticamente liberale”.