L’AQUILA – “A 24 anni definirsi del Partito democratico non è facile, Stefano con grande responsabilità ci ha condotto a grandi vittorie. Le primarie sono state un passaggio epocale e Stefano, come per le regionali, mi ha convinto a mettermi a disposizione di un progetto che non ha visto vinti e vincitori”.

Così il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci ha introdotto la presentazione della candidatura al Consiglio comunale dell’Aquila di Stefano Albano, in una gremitissima sala del palazzetto dei Nobili.

“Saranno anni difficili, la rete di giovani che sei riuscito a portare nel Pd è un po’ come quella che portò Giovanni Lolli nel Pci – il paragone di Pietrucci – Queste elezioni hanno un valore epocale. Siamo come matriosche, Americo che ha quasi 50 anni, io 40 e tu 30, e vuol dire che abbiamo lavorato bene”.

Accolto da uno scrosciante applauso da parte di un pubblico tuttavia meno giovane di quanto ci si sarebbe potuto aspettare, Albano ha ringraziato sia lo stesso Pietrucci che il candidato sindaco Americo Di Benedetto: “Siete i frontman di una generazione di cui in questa città c’è bisogno”.

“La città sta vivendo un momento molto complicato. Gli avversari hanno scelto di far leva sulle paure – ha detto Albano – È il nostro momento, come recita il mio slogan, perché è vero, è un momento difficile ma le opportunità ci sono. Le decisioni che si prendono nei prossimi cinque anni decideranno i prossimi venti anni”.

Albano ha poi presentato le sue quattro priorità programmatiche: valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico per uso sociale, incubatore di imprese a cielo aperto in centro storico, istituzione di una film commission, 1 per cento dei fondi della ricostruzione destinati a borse di studio. Marco Signori

LE PROPOSTE

La prima delle proposte con cui Albano si presenta alle elezioni riguarda il patrimonio immobiliare pubblico e il settore sociale.

Il segretario cittadino del Pd propone che il Comune sfrutti l’ingente patrimonio immobiliare pubblico che ha a disposizione in centro storico e in periferia per mettere a disposizione sedi e spazi che saranno gestiti dalle associazioni che erogano servizi nel settore sociale.

In questo modo la città avrebbe un incremento delle prestazioni sociali (si pensi ad esempio a corsi di formazione, sostegno per le persone svantaggiate, qualsiasi attività che dia valore aggiunto alla città) a beneficio delle fasce più vulnerabili. Inoltre il percorso può avere sbocchi occupazionali.

Liberando le associazioni dai costi delle sedi, esse avrebbero più possibilità di investire sulle risorse umane. Si andrebbero a creare, così, dei posti di lavoro.

Anche la seconda proposta verte sulla grande disponibilità di immobili pubblici all’Aquila, ed è pensata per chi abbia un’idea di impresa innovativa che necessita di una infrastruttura tecnologica all’avanguardia come quella che si sta realizzando all’Aquila con i sottoservizi e il 5g.

Il Comune metterebbe a disposizione gratuitamente a chi aderisce e ha i requisiti uno spazio per un tempo definito, in un appartamento o all’interno di una struttura più grande in regime di coworking, per potere avviare e consolidare la start-up.

È una procedura che sarebbe aperta a tutti ma in particolare modo ai giovani, e risponderebbe all’idea di tenerli o attirarli all’Aquila.

Il centro storico potrebbe diventare così un grande incubatore di imprese innovative a cielo aperto, si andrebbe a creare un elemento di rivitalizzazione ulteriore e nuove opportunità di lavoro.

Terza proposta incentrata sulla ricostruzione: si tratterebbe di fare in modo che l’uno per cento delle risorse che le imprese ottengono dai lavori di ricostruzione venga destinato a un Fondo che serva a finanziare borse di studio e corsi di formazione pre e post di laurea per gli studenti dell’Università dell’Aquila.

Nel caso della ricostruzione pubblica si inserirebbe l’obbligo nei requisiti di accesso all’appalto, per quella privata sarebbe necessaria un’opera di sensibilizzazione. L’Università dell’Aquila sarebbe in grado di offrire, e pubblicizzare, la possibilità per i suoi iscritti di fare prima o subito dopo la laurea esperienze lavorative (pagate tramite le risorse del Fondo) nei settori del percorso di studio scelto, a stretto contatto con le eccellenze del territorio.

Gli studenti di Ingegneria si formerebbero nei cantieri, quelli di biotecnologie alla Dompé o alla Menarini, i laureati in Facoltà scientifiche ai Laboratori del Gran Sasso, quelli in materie umanistiche nell’organizzazione di eventi come la Perdonanza o la Maratona Jazz.

Infine Albano propone che sia il Comune dell’Aquila a istituire l’Abruzzo Film Commission, una struttura che promuova il territorio regionale per la realizzazione di film e fiction, dando così vita a un indotto che crei sviluppo e nello stesso tempo promuovendo il territorio a fini turistici.

Sarebbe così il capoluogo a dare il via a un percorso a cui aderirebbero poi gli altri Comuni abruzzesi.