L’AQUILA – Sta lavorando sotto traccia Stefania Pezzopane, 61 anni, deputata aquilana del Partito democratico, per preparare la sua candidatura a sindaco dell’Aquila alle elezioni comunali della primavera del 2022, sempre che, a causa della pandemia, non ci sarà, come accaduto per quelle in programma nei prossimi mesi, il rinvio in autunno.

Un nome “forte” per tentare di ricompattare il centrosinistra con l’appoggio, stando a quanto emerge da alcuni “rumors”, di altri “big” come Massimo Cialente, 68enne ex sindaco, per due legislature, del capoluogo abruzzese, ed ex parlamentare, e Giovanni Lolli, 70 anni, nella passata consiliatura regionale, vice presidente della Giunta regionale (presidente vicario quando il 56enne Luciano D’Alfonso, ha optato per il seggio di senatore dem) ed ex parlamentare e sottosegretario.

È questa l’ultima indiscrezione che viene dal versante Pd e centrosinistra aquilano da tempo in fermento per fare ipotesi e disegnare strategie per le prossime elezioni comunali alle quali, stando alle tante problematiche e alla forte conflittualità in seno al centrodestra che amministra la città, la coalizione ritiene di presentarsi come favorito. E c’è da giurare che non sarà né la prima né l’ultima ipotesi di lavoro per l’ambita contesa elettorale che vede i vertici in campo per riconquistare il Comune del capoluogo di regione. Con Pezzopane che sarebbe pronta a lasciare con un anno di anticipo la poltrona di deputato per un progetto che vede ancora una volta i giovani fuori da ruoli primari di gestione e quindi destinato a provocare polemiche e spaccature.

In un momento in cui da più parti si scaldano i motori, si tratta di un lavoro a fari spenti che vedrebbe dunque ancora una volta la “triade” Pezzopane-Lolli-Cialente, che ha in mano da decenni le redini del partito, a gestire da protagonisti diretti il partito e la coalizione per cambiare la guida della città, dal giugno del 2017 a guida centrodestra con quel Pierluigi Biondi, 46 anni di Fratelli d’Italia, che ha sconfitto a sorpresa al ballottaggio Americo Di Benedetto, 52enne ex Pd ed attuale consigliere regionale della lista civica Legnini presidente, e collega a palazzo dell’Emiciclo, di un altro nome grosso dei dem, Pierpaolo Pietrucci, 44 anni.

Lo stesso Pietrucci che alle primarie del Pd del 2017 – quando era già consigliere regionale – quelle che avrebbero sancito chi dovesse essere il candidato sindaco del centrosinistra, è stato sconfitto proprio da Di Benedetto, ex sindaco di Acciano e presidente della società pubblica del ciclo idrico integrato Gran Sasso Acqua, e che è arrivato, salvo poi fare un passo indietro, a minacciare di lasciare il Pd per dare vita a un’altra creatura politica. Pietrucci che, comunque, non ha rinunciato a correre per palazzo Margherita dopo aver riconquistato, sia pure con circa un anno di ritardo (era stato primo del non eletti con 4,720 preferenze), lo scranno di palazzo dell’Emiciclo per le dimissioni dell’ex vice presidente del Csm, il 62enne Giovanni Legnini, nominato commissario per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia dopo aver condotto la coalizione al secondo posto alle elezioni regionali del febbraio del 2019, dietro il centrodestra guidato dal 53enne ex senatore Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

In ogni caso, l’eventuale candidatura di Stefania Pezzopane, al secondo mandato in Parlamento, già presidente della Provincia e consigliere ed assessore regionale, potrebbe non andare giù a qualche ‘giovane’ del partito, che mal digerirebbe la scelta di puntare a una sorta di ‘usato garantito’ della politica per guidare L’Aquila, soffocando quasi definitivamente le speranze di chi, soprattutto dopo la sconfitta nel 2017 dell’altro considerato emergente Di Benedetto, vorrebbe tentare di scalzare definitivamente, stavolta con successo, il gruppo che nel curriculum ha già esperienze di alto livello e aprire una stagione nuova con il simbolo di un partito che non solo a livello nazionale sta precipitando nei sondaggi ed ha vissuto faide interne negli ultimi anni, tra cui quella dei grossi calibri Matteo Renzi, uscito dal Pd per fondare Italia Viva, e Nicola Zingaretti, che nel Pd ha preso il suo posto, che hanno portato a divisioni e a ferite non ancora rimarginate. Ed ora, dopo l’ultima “guerra”, con le dimissioni dello stesso Zingaretti, che è stato sostituito con l’ex premier, Enrico Letta. Un partito che all’Aquila grazie alla “longevità” della “triade” non riesce a sancire il ricambio generazionale, guidato di recente dal capogruppo in consiglio comunale, l’ambizioso 43enne, Stefano Palumbo.