L’AQUILA – Un “homo novus” candidato sindaco dell’Aquila anche non appartenente al Partito democratico, soprattutto se gli scenari politici nazionali dovessero ribaltarsi e, ipotesi non sicura ma nemmeno da escludere, a maggio 2017 si finisse per votare alle elezioni politiche, oltre che alle amministrative.

Questa la principale novità emersa nel primo vertice, comunque interlocutorio, del Pd aquilano convocato dopo il referendum, che ha visto nel capoluogo abruzzese vincere il no con una percentuale del 64,46%, appena più alta della media abruzzese, 64,39%, e a sua volta molto più alta del risultato nazionale, 59,12%.

Sul tavolo, al momento, figurano i nomi già usciti in questi mesi, il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, il presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, in rigoroso ordine di apparizione.

Quello di Lolli, a dispetto della prudenza e del malcontento dell’interessato, resta un nome fortemente spendibile probabile, data la caratura politica, l’esperienza, la capacità di riunire altri gruppi politici sotto di sé e, da non sottovalutare, la scelta di non schierarsi pubblicamente sul voto referendario che lo ha lasciato intonso da marchi.

Il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, “ribelle” con molte posizioni critiche e attivismi, sempre al momento non viene invece ritenuto una “minaccia” per la corsa alla fascia tricolore.

Ma non si è escluso, come si diceva in avvio, il nome a sorpresa: un “piccolo Prodi” preso da altri partiti e perfino dal mondo del civismo, soprattutto se questo dovesse servire a tenere insieme una coalizione che si punta a costruire nello spirito più “ulivista” possibile perché, i convenuti lo hanno ammesso, “il Pd non può puntare alla autosufficienza”.

In tal senso, in casa dem si vuole dialogare il più possibile con l’ala sinistra di altri partiti e schieramenti, quella “cosa rossa” che nelle intenzioni di molti proponenti dovrebbe costituirsi per il voto del prossimo anno.

Si punta a stare uniti fin dal primo turno, parlando con altri interlocutori e ritenendo “isolata” e “minoritaria” la posizione espressa dal consigliere comunale e leader cittadino di Sinistra italiana, Giustino Masciocco, che ha parlato di una sinistra che potrebbe correre da sola al primo turno.

Il consenso e le peculiarità dei nomi verranno sondati, è stato ipotizzato, in un sondaggio telefonico, come sta avvenendo anche in casa-centrodestra, metodo di cui comunque il centrosinistra si è spesso avvalso nelle ultime elezioni.

Infine le primarie: la posizione sta per diventare univoca, se ci sarà coalizione verranno celebrate, altrimenti, se si ridurrà tutto a un “derby” tra dem senza partecipazione di altri partitini e movimenti, si sceglierà alla vecchia maniera, trovando la sintesi, “e il partito dovrà fare il partito”.

Tutti temi che verranno ripresi a stretto giro, in particolare lunedì, quanto è prevista l’assemblea di tutti gli iscritti aquilani del partito.