L’AQUILA – “Non sono uno assetato di poltrona, ma ad oggi non ho trovato ancora una collocazione. Ci sono dei problemi di logiche politiche, ho preso tante porte in faccia dalle varie liste già costituite e soprattutto la nostra lista, non è stata accettata”.
Così l’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini, che dopo la rottura con Rifondazione comunista, che ha deciso di abbandonare il centrosinistra per allearsi con L’Aquila chiama che sostiene Carla Cimoroni sindaco, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, sia nei confronti degli ormai ex compagni di partito, che delle liste a sostegno di Americo Di Benedetto che ancora non gli offrono ospitalità.
“Il mio modo di intendere la politica è mantenere sempre correttezza, non mi spoglio degli abiti che sono solito portare – continua ancora citando Guccini – resto me stesso e se trovo una collocazione onorevole ben venga, sennò non fa niente”.
“Del nazionale non condivido nulla, qui all’Aquila ci sono alcuni margini di dialogo, che sono andati verso una espressione civica, che per quanto distante da me è comunque propositiva”, spiega a proposito di una possibile candidatura nella lista del Pd, ad oggi comunque esclusa.
Pelini, insieme a Luigi Fabiani che ha dato vita a Proposta civica, ha spiegato che aveva fatto una lista, ma che “è stata rifiutata” dalla coalizione.
Ai vertici di Rifondazione, a partire dal segretario regionale Marco Fars che lo hanno accusato di tradimento, Pelini ha spiegato di aver “dato tutto a questa città senza risparmiarci mai in nessun momento, anni difficili con la spada di Damocle della Corte dei conti per il mancato sfratto dei morosi di C.a.s.e. e Map e dal partito non ho mai ricevuto un segnale di vicinanza”.
“Nasco come uomo di sinistra – aggiunge – e nei suoi ideali ci credo, ma sono stato completamente abbandonato negli ultimi 5 anni, senza un minimo di solidarietà. A seguito della vicenda della Corte dei Conti ho ricevuto vicinanza anche dal partito comunista portoghese, i miei compagni dell’Aquila invece erano completamente assenti”, ha ricordato a proposito della richiesta, da parte della magistratura contabile, di circa 3 milioni di euro per il mancato sfratto dei morosi.
“Al compagno Fars voglio dire una cosa: la parola compagno viene dal latino cum panis, ovvero mangiare lo stesso pane, io non sono un traditore – ha detto – Non li ho visti né sentiti per quasi sei anni e oggi dopo che abbiamo fatto un lavoro che mi piace ricordare, vengono a parlarmi di correttezza”.
Pelini ha poi rivendicato i risultati raggiunti come assessore, dai servizi di tipo socio sanitario per gli anziani ai corsi per l’uso delle nuove tecnologie. “È poco? Pochissimo – dice – però se nel 2012 eravamo 80esimi su 110 tra i capoluoghi di regione e provincia come indice di partecipazione, oggi siamo 23esimi, vuol dire forse che abbiamo qualche merito, in un lavoro che non ho fatto da solo ma ci siamo sporcati le mani in senso buono in tanti, facendo qualcosa solo nell’interesse della città”.
A proposito della coalizione L’Aquila Chiama, con cui ha deciso di schierarsi Rifondazione comunista, Pelini ha spiegato che “stimo e rispetto il loro ruolo ma non posso andare con loro, mi è stata fatta una acerba opposizione per circa 5 anni”.
La rottura con il Prc, ha spiegato infine l’assessore, è maturata dopo le primarie del centrosinistra, perché, ha ammesso, “se le primarie le avesse vinte Pierpaolo Pietrucci, il partito sarebbe andato verso la corrente di sinistra essendo già definito l’assetto. Questo mi piacerebbe che i compagni lo sapessero, prima di apostrofare con certi epiteti!”.
“Resteremo sempre in un percorso politico che tende a sinistra sperando che ci siano le condizioni – ha aggiunto l’ex segretario comunale di Rifondazione Goffredo Juchich, in conferenza stampa assieme a Pelini – Mentre noi all’Aquila facevamo partecipazione a livello nazionale il partito stava sparendo a causa delle scelte di altri. Venivano qui a dirci a quale albero nobile impiccarci, Fars lo ha trovato, io non ho tendenze suicide”.
“Il partito si presenta con una lista debole in assoluto su tutte le altre, stanno chiamando militanti raccattati a Pescasseroli, faranno una figura barbina, io voglio fare una scelta diversa”, ha aggiunto, invitando Pelini a “valutare ogni ipotesi perché è importante dare il contributo, in continuità con quanto fatto in passato, siamo sempre stati una minoranza silenziosa ho appoggiato Fabio consapevole dell’enorme lavoro fatto”.





