L’AQUILA – I malpancisti del Pdl che hanno aderito ad altre liste in appoggio a candidati sindaco diversi da Pierluigi Properzi, per il quale è arrivato anche il via libera dal segretario nazionale, Angelino Alfano, sono fuori del partito “per loro scelta, non perché siano stati espulsi”.

È l’opinione dell’ex coordinatore e assessore provinciale del Popolo delle libertà e assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, che in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb si scaglia contro la componente appartenente agli ex Forza Italia per il caos che ha caratterizzato le ultime settimane, incendiate dalla vicenda delle primarie annunciate e poi annullate e clamorose fughe dal partito di Berlusconi.

Sull’appoggio a Properzi, secondo Giuliante, c’è stato un can-can per nulla: “C’è stato un documento dell’esecutivo provinciale e poi la ratifica del coordinamento regionale. Normalmente questo è sufficiente anche perché il coordinatore regionale prima di dare il via libera si sente con la segreteria nazionale”.

La vicenda delle primarie saltate nel giro di tre giorni dall’annuncio fatto nel congresso provinciale ha un responsabile, stando alle parole di Giuliante: gli ex Forza Italia ed Enzo Lombardi, con l’ex senatore che si è recentemente ritirato anche dalla corsa per la fascia tricolore.
 
“Senza voler fare polemiche la responsabilità per la vicenda delle primarie è attribuibile ai componenti dell’ex Forza Italia. Per due mesi e mezzo Lomabardi ha dichiarato di voler essere candidato: è venuto al congresso sottolinenando la sua volontà. Conosceva le alternative sul campo, cioè Luigi D’Eramo e Properzi. Dopodiché a 15 ore dalla scadenza si è defilato, creando una condizione di oggettiva difficoltà”.

Infine sui cosiddetti fuorisciti del Pdl, molti dei quali sono in corsa in altre liste in appoggio a candidati diversi da Properzi.

“Anche in altre città, come a Verona e Lecco, si stanno verificando delle situazioni simili. È una fase un po’ convulsa, ma coloro che hanno aderito ad altri partiti è evidente che sono fuori senza possibilità di rientro, per loro scelta”.