L’AQUILA – Tempo di grandi manovre anche per i gruppi di cittadini dell’Aquila che vogliono dire la loro nel periodo di campagna elettorale che porterà alle amministrative del 6 e 7 maggio prossimi.

L’associazione “Città di persone” lancia l’iniziativa “Insieme”, “l’unica ipotesi di governo amministrativo della città  che con la partecipazione di tutte le forze può risparmiare agli Aquilani la penosa qualifica di ‘clienti’ che devono chiedere al partito di riferimento la “raccomandazione” per lo sblocco dei contributi, per l’approvazione dei progetti, per la casa e per il lavoro”, come si legge in comunicato firmato da Roberta Gargano, rappresentante, fra l’altro, del consorzio di piazza della Prefettura.

“Questo progetto è anche l’unica possibile amministrazione che, poiché partecipata da tutte le componenti della vita sociale e civile della città – continua la nota – può chiedere la fine del commisariamento in quanto garante di una gestione non clientelare della ricostruzione. ‘Insieme’ è uno stato ‘in’ luogo, e quel luogo è chiamato L’Aquila”.

“Si tratta di un concetto primitivo – spiega la Gargano – considerato ‘noto a priori’, eppure sembra essere assolutamente sconosciuto alle diverse componenti della società aquilana che continua a dividersi e frammentarsi  in nome delle appartenenze, dei colori e delle convenienze. Insieme, infatti, si potrebbe dare vita ad una autorevole interlocuzione con il governo centrale, insieme potremmo parlare all’Italia che non ci vuole più ricordare, insieme potremmo cercare soluzioni invece delle ‘colpe”’.

“Insieme – continua la nota – dal tardo latino  ‘in simul’,  contiene il significato del ‘rendere simile’ e che cosa più della ricostruzione della nostra città può rendere simili ed unire, collaborative per raggiungere lo scopo, le forze politiche di destra, di sinistra, di centro, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, il mondo del volontariato, i club service, i singoli cittadini? Il nostro – conclude la Gargano – è l’unico modo per affrontare i problemi che in tre anni di visioni contrapposte non siamo riusciti a risolvere”.