L’AQUILA – Come se la partita elettorale per le amministrative 2017 non fosse già abbastanza complicata per il centrodestra aquilano, ora ci si mettono anche gli equilibri romani a frammentare ulteriormente una coalizione già alquanto composita.

Su input, o meglio, diktat dalla Capitale, infatti, sarebbero già pronti a passare con il centrosinistra cittadino alcuni noti esponenti aquilani della formazione Area popolare, che racchiude ciò che resta dei partiti Nuovo centro destra e Unione di centro.

In particolare vicini al salto della quaglia ci sarebbero l’ex assessore regionale e vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e il presidente della quinta commissione del Consiglio comunale dell’Aquila, quella Controllo e garanzia, Raffaele Daniele.

Una mossa che, da quanto sussurrato nei corridoi della politica, prende le mosse dalla posizione romana di Ncd che, pur avendo un’origine marcata di centrodestra (dopotutto era dentro il Popolo della libertà), è come noto alleato con il governo Renzi.

Tra i frutti di questa partnership, il posto di sottosegretario di Stato alla Giustizia assegnato alla senatrice Federica Chiavaroli, eletta proprio con il Pdl anche un po’ a sorpresa nel 2013 e autrice di una scalata rapidissima ai vertici del partito di Angelino Alfano, prima di diventare componente dell’esecutivo.

E così, nell’ambito romano, il candidato sindaco in pectore del centrosinistra, Giovanni Lolli, e più in generale l’establishment del Partito democratico avrebbe fatto in qualche modo pesare i debiti politici degli alfaniani, ottenendo una sorta di non belligeranza, che potrebbe significare inazione nel caso di Gdm, o addirittura sostegno conclamato, che potrebbe concretizzarsi con la ricadidatura da consigliere di Daniele al centro del centrosinistra.

Già lo scorso febbraio era emersa la pista “eretica” di un De Matteis con il centrosinistra, addirittura da candidato alle primarie per la scelta dell’aspirante sindaco, sempre per “colpa” della politica dei “due forni” di Ncd, con il centrosinistra a Roma e con il centrodestra nel resto d’Abruzzo, in Regione come nei Comuni principali tra cui L’Aquila.

All’epoca era stata smentita, ma ora la prospettiva si ripete, con l’aggiunta dell’altro consigliere Daniele, eletto nel 2012 con le insegne dell’Udc.

Un mandato, il suo, caratterizzato in principio da grande attivismo nei suoi panni di presidente della commissione che spulcia l’operato della maggioranza, prima di cadere in un progressivo silenzio anche, come riconosciuto da egli stesso, per difetti di comunicazione dell’attività svolta.

Quando a De Matteis, dopo aver vagheggiato un’ipotesi di coalizione civica quasi come quella che cinque anni fa aveva portato lui fino al ballottaggio, perso contro Massimo Cialente, ma stavolta a sostegno dell’attuale vice sindaco Nicola Trifuoggi, ha dovuto fare precipitosa marcia indietro.

L’ex magistrato, infatti, lo ha stroncato dichiarando apertamente e anche un po’ indispettito di non volere l’appoggio di De Matteis. Una stroncatura che ha spiazzato Gdm, che da allora si è chiuso in un certo mutismo politico, finendo nell’ombra e rallentando la sua azione di picconatore cialentiano.

Dopo questa botta e dopo che i suoi ex figliocci, eletti grazie a lui nel 2012, lo hanno “tradito”, avvicinandosi alle posizioni di Forza Italia o passando con i salviniani, da Emanuele Imprudente in giù, con Luigi D’Eramo già annunciato candidato sindaco direttamente da Pontida, ora De Matteis è rimasto solo e con un consenso non più massiccio come ai bei tempi.

Lui che già una volta rifiutò il passaggio nel centrosinistra, quando il suo allora mentore Marco Follini entrò tra i fondatori del Partito democratico, chissà che ora proprio da quella parte non possa trovare nuova ospitalità politica.