SULMONA – Largo ai giovani, ma senza obblighi di partito.
Con questa ‘legge’ fa il suo ingresso ufficiale in politica Mariantonietta Salvati, classe 1984, sulmonese di nascita e pure ‘di ritorno’, dopo la laurea in Lingue e letterature straniere all’università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara.
La Salvati, candidata per le elezioni del 24 e 25 febbraio alla Camera nella lista di Futuro e libertà per l’Italia (Fli) guidata dal trio Gianfranco Fini–Daniele Toto–Daniela Stati, picchia duro sul tasto, dolente, della mancata rinascita del territorio che lei intende rappresentare politicamente in quel di Roma.
“Sulmona e tutto il comprensorio sono in forte difficoltà – spiega la Salvati – di programmi concreti non se ne sono visti fino a oggi, è ora di invertire la rotta. Si è sempre parlato di enormi potenzialità, di turismo, di infrastrutture, purtroppo la realtà è diversa dalle promesse. Se non si cambia registro da queste parti nel giro di qualche anno non ci saranno più i giovani. E senza giovani non c’è futuro”.
Lei è giovane e ha fatto una scelta che va controcorrente. Dopo la laurea, anziché mettersi sul mercato e cercare le opportunità, è tornata a Sulmona, da dove invece si tende ad andare via proprio perché mancano le occasioni.
Ho fatto una scelta di vita. Sono sposata con figli e vivo nella mia Sulmona, consapevole di dover lottare duramente per far comprendere le esigenze della mia terra al governo di Roma.
La crisi ha un difetto terribile. Oltre a rovinare le economie sane, strozza anche quelle che hanno bisogno di emergere.
Purtroppo è così. L’Abruzzo interno non può continuare a sopravvivere senza infrastrutture, investimenti seri nella ricerca, nello sviluppo, nel turismo, nell’ambiente. C’è tutto quello che serve per avere un’economia ricca e prospera, non si può, non si deve accettare il declino.
Lei punta molto sulle infrastrutture.
Le reputo fondamentali. Dalle infrastrutture dipendono sopravvivenza e rinascita dell’Abruzzo interno, delle piccole e medie imprese e degli altri settori strategici. Senza è impossibile programmare uno sviluppo come si deve e che sia sostenibile.
Crede anche nella ricerca che purtroppo è uno dei punti deboli della nazione.
Chi si laurea non dovrebbe scappare via perché non c’è lavoro. In quest’ottica va fatto di tutto per salvare la sede di Sulmona del corso di Infermieristica dell’università dell’Aquila, ma non basta. Va messo a punto un percorso scolastico che porti all’università e poi direttamente all’ingresso nel mondo del lavoro. Le generazioni più giovani sono una risorsa e un vanto per il territorio, gli va dato un futuro. Parliamo di fuga dei cervelli, anche se qualcuno fa finta di dimenticare.
La sua condizione è quella di molti, troppi suoi coetanei. Cerca lavoro, ma quel che offre il mercato è poca roba.
Putroppo è la verità. Io ho faticato per emergere dopo l’università, lavorando come giornalista, negli uffici stampa, poi nel mondo del marketing territoriale. L’esperienza all’aeroporto di Pescara con la compagnia Flyonair è stata molto importante, mi ha permesso di portare il nome dell’Abruzzo al di fuori dei confini nazionali. Lì ho compreso quanto sia decisivo il marketing del territorio nonostante la lontananza con i miei studi universitari. Oggi sono disoccupata, vivo sulla mia pelle le difficoltà di tanti altri giovani con in più due figli piccoli da crescere.
E non sono neppure un serbatoio di voti per il partito, quindi pensa male chi vede nella mia candidatura un’opportunità per ‘svoltare’. Io sono una ragazza con dei principi sani, con una voglia matta di lavorare e di darsi da fare per la terra in cui è nata e cresciuta.






