ROCCA DI MEZZO – Poche novità, anzi qualche dejà vu, nel panorama amministrativo dell’Aquilano in vista delle elezioni di primavera.
Nel comprensorio si vota a Scoppito, il comune più grande protagonista di un boom demografico dopo il terremoto del 2009 che stavolta gli consente di eleggere un’assise composta da 12 consiglieri comunali anziché sei, a Montereale, dove l’emergenza terremoto tornata prepotentemente d’attualità lascia poco spazio alle beghe politiche, e a Rocca di Mezzo, dove si prospetta una sfida tutta interna al Partito democratico.
In tutti e tre i casi si riprongono i sindaci uscenti, desiderosi di portare a compimento l’attività avviata nel primo mandato.
“Abbiamo cominciato un certo percorso ed è evidente che vogliamo portarlo a termine”, dice il primo cittadino di Scoppito Marco Giusti, che ammette che la vicinanza al Pd, al quale comunque non è iscritto, “è dovuta alla necessità di avere rapporti con chi gestisce le cose nel momento in cui amministri”. La lista alla quale sta lavorando, in ogni caso, ha una connotazione trasversale che, annuncia, “darà la possibilità di inserire forze nuove”, visto l’ampliamento del Consiglio dovuto al superamento dei tremila residenti. Tra gli obiettivi “la razionalizzazione del Prg che interrompa il consumo di suolo e l’ulteriore miglioramento dei servizi offerti”.
Tra gli sfidanti Giusti si ritroverà Dante De Nuntiis, storicamente vicino al centrodestra e già sindaco dal 1995 al 2004 e poi ancora nel 2011, quando però l’esperienza amministrativa fu interrotta per le dimissioni della metà dei consiglieri, tra cui due di maggioranza.
“Non ci crederete ma sono stati proprio i giovani a chiedermelo – dice ad AbruzzoWeb – tra cui ragazzi di valore dal punto di vista professionale. Visto che chi c’è adesso si era proposto come giovane ma evidentemente non ha dato risultati, tutti i delusi hanno fatto questo tipo di ragionamento: non possiamo fare ulteriori esperimenti rischiando di fallire, vogliamo che una persona esperta guidi questa fase”. Ma De Nuntiis spiega che il suo compito sarà solo quello di formare una nuova classe dirigente, in grado di camminare da sola alla prossima tornata.
Una terza lista, da quanto si apprende, dovrebbe essere capeggiata dall’urologo dell’ospedale dell’Aquila Guido Ranieri.
Pronto a tornare in campo anche Emilio Nusca, che nella sua Rocca di Mezzo ha fatto il sindaco in dieci degli ultimi quindici anni. L’ex coordinatore dei sindaci del cratere non si sbilancia ma lascia intendere che sta lavorando alla formazione di una lista da contrapporre a quella del primo cittadino in carica, Mauro Di Ciccio.
I due, entrambi del Pd, hanno agito in tandem fino alla rottura, nel 2014, che ha portato all’estromissione di Nusca dalla Giunta: “Per dieci anni ho fatto il vice sindaco con lui, poi quando sono diventato sindaco e doveva fare il vice sindaco con me – racconta Di Ciccio – voleva ancora fare il sindaco, e allora è finita!”.
Nusca dice di essere in cerca di “condivisione di progetti strategici”, ricorda di essere stato l’unico a votare contro la mega lottizzazione di Prato della Madonna, boccia l’idea di ridurre i confini del Parco regionale Sirente-Velino e ritiene che il sindaco sia ora in difficoltà, perché “è stato eletto con i miei voti”.
Appare evanescente il centrodestra tradizionale, nonostante l’appeal avuto su parte dei rocchigiani, almeno fino ad un recente passato, dall’ex consigliere regionale di Forza Italia Luca Ricciuti. Anche se alcuni esponenti locali è facile immaginare che possano sostenere Di Ciccio, avendolo già salvato votando contro la mozione di sfiducia che presentò Nusca.
In forse la presenza di una terza lista, che nascerebbe dalla fucina della Consulta dei Giovani dell’Altopiano delle Rocche, che ha appena rinnovato direttivo e presidente. Il sindaco uscente, che gode anche del sostegno del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, ha instaurato un dialogo finalizzato a far confluire nella propria lista uno o più candidati espressione di quel mondo, e stessa cosa sta facendo con la Pro loco.
Sembra escluso, tuttavia, che il Pd possa prendere una posizione a favore dell’uno o dell’altro, concentrato com’è sulle elezioni al Comune dell’Aquila.
“Siamo presi da tanti di quei problemi che non stiamo molto pensando alle elezioni, è anche aumentato lo spopolamento di cui già soffrivamo”, dice Carlo Marini del Partito democratico, che a Montereale fa l’assessore nella Giunta di Massimiliano Giorgi.
L’amministrazione è una sintesi delle anime sia di centrodestra che di centrosinistra, e nel comune dell’Alta Valle dell’Aterno anche per via dell’emergenza legata ai terremoti sembra siano state superate le lacerazioni che avevano portato a quattro lunghi anni di commissariamento.
Tanto che uno dei punti di riferimento è diventato Pietrucci, che a Montereale è consigliere comunale eletto cinque anni fa nella minoranza. L’inquilino dell’Emiciclo era candidato nella lista che riproponeva l’ex sindaco Lucia Pandolfi, che oggi sembra del tutto uscita dalla scena municipale, visto che da quanto si apprende, da tempo non partecipa neanche più alle sedute del Consiglio comunale.
“Da parte nostra c’è la volontà di riproporsi e anche l’esigenza, legata anche a tutte le procedure in atto per il terremoto”, aggiunge Marini, che fa sapere che a breve sarà avviata una fase di incontri con la popolazione in vista della costituzione della lista. “Il nostro intento – dice – è quello di mantenere un’espressione di popolo che vada oltre gli schieramenti tradizionali”.
Non è escluso, tuttavia, che possa spuntare un’altra lista, forse proprio espressione di qualche bastian contrario del Pd.





