GIULIANOVA – Terza città più grande al voto e dodicesima per popolazione in Abruzzo, Giulianova (Teramo) torna alle urne commissariata dopo le dimissioni, nell’ottobre scorso, del sindaco Francesco Mastromauro di Articolo 1, che aveva lasciato per candidarsi al Consiglio regionale, senza poi centrare l’elezione.

Storico baluardo rosso, la città proverà ad essere espugnata dal centrodestra che prova a sfruttare il vento che soffia a favore della Lega anche se la coalizione si è spaccata alla vigilia della campagna elettorale. Il risultato è che i candidati di area sono due: Pietro Tribuiani è il candidato del Carroccio su cui sono confluiti Forza Italia, Fratelli d’Italia e il movimento Idea di Quagliariello, Jwan Costantini è l'”eretico”, ex coordinatore locale di Forza Italia ha rotto con gli azzurri e ha deciso di correre in solitaria.

A loro, si aggiungono tre contendenti: Gabriele Filipponi del Partito democratico, sostenuto dal centrosinistra, il civico Franco Arboretti e Mauro Di Criscenzo del Movimento cinque stelle.

“Potenzieremo l’ospedale e, in caso di vittoria, cambieranno tante cose in città”, ha promesso Tribuiani durante un confronto che si è svolto in piazza del Mare.

“Abbiamo le idee chiare e progetti già pronti per rilanciare Giulianova. Siamo una squadra coesa con tante persone competenti che cambieranno presto il volto di una città che amiamo come pochi e che ha perso fin troppo tempo dietro facili promesse. Siamo fiduciosi nella risposta della gente che da giorni incontriamo con entusiasmo e interesse”, ha detto Costantini.

Ha invocato la continuità Filipponi, mentre ha rivendicato di essere “gli unici a rappresentare il civismo con gente seria e preparata” il candidato Arboretti.

“Siamo l’unica alternativa valida, per un vero cambiamento i cittadini possono contare solo su di noi”, ha detto Di Criscenzo.