OVINDOLI – Si infiamma la campagna elettorale a Ovindoli, comune di circa 1.100 abitanti in provincia dell’Aquila, e si accende lo scontro tra i candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative di ottobre.

Ad innescare la polemica, questa mattina, la nota diffusa dal candidato Angelo Ciminelli che ha parlato di “clima intimidatorio” nei confronti dei cittadini che sarebbero stati attaccati “perché avrebbero espresso simpatia nei confronti del nostro programma elettorale”. Non si è fatta quindi attendere la replica dello sfidante, il sindaco uscente e consigliere regionale della Lega, Simone Angelosante che ha osservato come “sparare nel vuoto”, “senza specificare chi avrebbe fatto quanto contestato, fa perdere di credibilità. Se ha i nomi li faccia e provvederò personalmente a redarguire ed allontanare. Se non li ha non faccia figuracce e torni a fare politica costruttiva”.

La lista “Siamo Ovindoli”, a sostegno del candidato Ciminelli, si legge nella nota: “esprime la massima solidarietà a tutti i cittadini di Ovindoli che in questi giorni sono stati attaccati personalmente con clima intimidatorio ,soltanto perché avrebbe espresso simpatia nei confronti del nostro programma elettorale e perché condividevano alcune delle nostre proposte per migliorare lo sviluppo e la crescita del nostro paese”.

“Lo Trovo vergognoso – ha aggiunto Ciminelli- ma purtroppo è questo il clima e l’unica politica che è stata fatta in questi cinque anni, una politica di presunzione e terrore ,senza concludere mai nulla di positivo per la collettività. Inoltre voglio ricordare a tutte le persone attaccate che non sono sole, noi saremo sempre al vostro fianco, e vi prometto che prenderemo provvedimenti li dove la legge ce lo permette”.

Dal canto suo Angelosante, sostenuto dalla lista “OrgogliOvindoli”, ha replicato: “Non so quale film abbia visto il candidato Ciminelli, due sono le ipotesi: o è in ritardo di 5 anni e rappresenta la situazione di allora, tenuta in piedi dai suoi tifosi e sostenitori, quando, si arrivò a minacciare querele con delibere comunali a chi manifestasse il dissenso, oppure nel sentire odore di sconfitta pesante si aggrappa a fantasie senza fondamento”.

“Fatto è che siamo di fronte ad una caduta di stile in una campagna elettorale fino ad ora tenuta nel massimo della correttezza da entrambe le parti. Sparare nel vuoto e parlare di ‘solidarietà’ non si sa a chi e per quale motivo oggettivo, senza specificare chi avrebbe fatto quanto contestato, fa perdere di credibilità. Se ha i nomi li faccia e provvederò personalmente a redarguire ed allontanare. Se non li ha non faccia figuracce e torni a fare politica costruttiva”, ha concluso Angelosante.