SULMONA – Nessuna sorpresa dalle candidature a sindaco a Sulmona (L’Aquila), se non fosse per il Movimento Cinque Stelle che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine in attesa del nulla osta della sede centrale che è arrivato solo poco prima di mezzogiorno.

Le coalizioni civiche sono protagoniste nella città di Ovidio, dove i due maggiori schieramenti raccolgono rappresentanti sia di centrodestra che di centrosinistra, ed entrambi sono frutto della deflagrazione dell’amministrazione guidata da Peppino Ranalli del Pd, mandato a casa con due anni di anticipo proprio da coloro che oggi ispirano i due raggruppamenti

Da un lato Annamaria Casini, benedetta dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo e sostenuta da sei liste, dall’altro l’ex sindaco Bruno Di Masci, forte di otto liste compreso il Pd seppur senza simbolo. La base dei dem, il cui circolo è stato commissariato dopo la caduta del sindaco, contravvenendo alle indicazioni del segretario regionale Marco Rapino ha deciso di appoggiare Di Masci, regista della crisi della giunta, caduta per le determinanti dimissioni del figlio Alessio consigliere comunale, e del capogruppo Fabio Ranalli.

Diciannove in tutto liste e quasi 300 i candidati al Consiglio comunale. Numeri fissati a mezzogiorno in punto con lo stop alla presentazione delle liste dato dagli agenti della polizia municipale quando ha chiuso le porte del Comune.

Oltre a Di Masci e Casini, corrono Elisabetta Bianchi candidata da Forza Italia, Domenico Capaldo (Sel), Alessandro Lucci (Sulmona bene in comune), Alberto Di Giandomenico (Sovranità Sulmona) e Simone Giovarruscio (Movimento 5 Stelle). (m.sig.)

LISTE: DI MASCI – CASINI – BIANCHI – CAPALDO – LUCCI – DI GIANDOMENICO – GIOVARRUSCIO