L’AQUILA – “Valutiamo l’ipotesi di appoggiare Giovanni Legnini, se e quando deciderà di candidarsi, a patto che ci sia una vera discontinuità rispetto al centrosinistra di Luciano d’Alfonso“
La civica Avanti Abruzzo archivia gli “ammiccamenti” con l’ex parlamentare di Forza Italia e Pdl Fabrizio Di Stefano, che si è proposto candidato presidente del centrodestra come campione del civismo abruzzese, e lancia piuttosto un chiaro messaggio all’ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Legnini, “l’uomo della provvidenza” di cui il centrosinistra caldeggia la candidatura a presidente, nella partita tutt’altro che facile delle elezioni regionali abruzzesi del 10 febbraio prossimo.
L’annuncio, destinato a complicare ancor più il quadro politico, arriva da Lelio De Santis, ex assessore comunale dell’Aquila dell’Italia dei Valori, proprio oggi nominato segretario politico della civica AvantiAbruzzo, che vede l’adesione dell’ex parlamentare Pdl ed ex assessore comunale di Pescara Daniele Toto, nipote del noto imprenditore Carlo Toto, e oggi leader di Liberal Abruzzo, e che di Avantiabruzzo sarà portavoce. E ancora dell’ex parlamentare dell’Ulivo Giorgio D’Ambrosio, oggi segretario regionale del Psi, e di Gianni Di Pangrazio, ex sindaco di Avezzano, e già promotore del movimento di Abruzzo al Centro, ora coordinatore di AvantiAbruzzo. Presidente sarà infine Antonio Gabriele Frezza.
De Santis dopo l’intervista resa telefonicamente ad Abruzzoweb, con una nota ha precisato che
“Il movimento Avanti Abruzzo annuncerà la sua posizione politica ed il sostegno ad un Presidente solo quando le condizioni politiche e programmatiche saranno definite e le candidature alla Presidenza saranno ufficiali. Allo stato, Avanti Abruzzo mantiene una posizione di equidistanza dai Poli ed antepone le cose da fare agli attuali tatticismi politici”.
Avanti Abruzzo è stato per mesi osservato speciale, in virtù del dialogo avviato con Fabrizio Di Stefano, che ha con Toto un rapporto di solida amicizia, essendo stati colleghi parlamentari nel Pdl.
Ma questo soprattutto quando Di Stefano, proponendosi a capo di un corposo e variegato schieramento civico ha tentato di affermarsi come candidato dell’intera coalizione di centrodestra. Progetto che si può dire fallito, visto i niet dei partiti della coalizione, ai quali ha fatto seguito il tavolo nazionale, che ha “assegnato” in Abruzzo la candidatura presidenziale a Fratelli d’Italia, non senza forti mal di pancia in primis da parte di Forza Italia. Dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro pare che si si stia trovando la quadra sul nome del senatore Fdi Marco Marsilio, romano, seppure di origini abruzzesi, scelto ancora una volta dal tavolo nazionale del centrodestra, anche se non è detta l’ultima, vosto che in Abruzzo è pressochè sconosciuto.
Fabrizio Di Stefano intanto ha visto disgregarsi lo schieramento civico che a fatica aveva provato ad imbastire. Basti pensare che non ha incassato il placet di Azione politica, il movimento più organizzato delle reti, che vede come leader l’imprenditore reatino pescarese di adozione Gianluca Zelli, che è in posizione attendista, perchè proprio lui potrebbe essere l’uomo di sintesi, gradito alla Lega, nel caso dovesse tramontare anche l’ipotesi Marsilio.
E così Avanti Abruzzo, ha deciso di accellerare e di rompere gli indugi, orientandosi a sua volta sul centrosinistra, da cui del resto provengono D’Ambrosio, De Santis e Di Pagrazio, almeno nella sua ultima esperienza di sindaco di Avezzano, non dimenticando che è fratello del dem Giuseppe Di Pangrazio presidente del Consiglio regionale.
“Fluidificatore” di questa scelta potrebbe essere stato l’ex assessore del Pd, poi uscito dal partito in rotta con D’Alfonso, Donato Di Matteo, che ha lungamente intrattenuto relazioni con AvantiAbruzzo, sollevando i sospetti di un suo clamoroso passaggio nel centrodestra.
E invece è ora ragionevole ritenere che lo stava facendo, magari incaricato dallo stesso Legnini, per portare AvantiAbruzzo nel centrosinistra, e spianare così la strada alla candidatura dell’ex presidente Csm.
“Vediamo di buon occhio – conferma De Santis -, con una situazione così confusa, una candidatura istituzionale e di altissimo livello come quella di Legnini. Sarebbe del resto in linea con l’anima riformista e con radici socialiste della nostra compagine civica, che non rinnega le appartenenze partitiche, ma che vuole dare una forte scossa ai partiti, che non intercettano più i bisogni dei cittadini e dei territori”.
Ma assicura De Santis, non sarà firmato nemmeno con Legnini un assegno in bianco.
“Nulla è scontato – spiega il segretario – ci dovranno essere le le condizioni, non se ne farà nulla se il centrosinistra intenderà proseguire sulla deleteria strada di D’Alfonso, verticistica e padronale. Pretendeteremo poi un forte impegno sul fronte delle politiche del lavoro, visto che in Abruzzo la vera emergenza è la disoccupazione”.
Per quanto riguarda Di Stefano, conclude De Santis, “è vero, alcuni di noi, in primis Toto che vanta con lui una grande amicizia, hanno tentato di trovare una convergenza, avevamo guardato con attenzione alla sua proposta politica”.
Ma poi in politica le cose cambiano in fretta.





