L’AQUILA – Giornata politica piena di novità quella che si è consumata nella mattinata e nel primo pomeriggio tra L’Aquila e Avezzano (L’Aquila), con nomi spuntati a sorpresa, polemiche, spaccature e accelerazioni improvvise.
Sul fronte centrosinistra un blitz delle associazioni di categoria Cna, Confesercenti e Confartigianato ha lanciato il nome dell’avvocato Vincenzo Calderoni quale terzo incomodo alle primarie dell’Aquila tra il sindaco in carica, Massimo Cialente, e quello che fino a oggi sembrava l’unico sfidante, il primario dell’ospedale San Salvatore Vittorio Festuccia, sostenuto da Sinistra ecologia e libertà.
Il nome di Calderoni, che attualmente riveste il ruolo di difensore civico proprio nel Comune dell’Aquila, è stato fatto durante la conferenza stampa di presentazione delle consultazioni.
Una novità che rimescola ancora di più le carte nella maggioranza al governo della città, che già ha subito la defezione dell’Italia dei valori (il capogruppo Angelo Mancini è candidato al primo turno fuori dalla coalizione), di una parte di militanti e simpatizzanti storici, confluiti nei comitati e in particolare nell'”Appello per L’Aquila” che propone Ettore Di Cesare, e che sconta le titubanze di Rifondazione comunista, che ancora non ha scelto cosa fare, e di alcuni centristi che fiutano l’aria in attesa di collocarsi dalla parte giusta.
Sull’altro fronte clima altrettanto incandescente. Il leader dei Popolari per il Sud-Udeur, Mimmo Srour, che qualche giorno fa ad AbruzzoWeb aveva detto di essere pronto a correre da solo se il centrodestra non avesse sciolto subito la riserva su programma e candidato, è tornato a sollecitare i potenziali alleati: “Dieci giorni fa in un’intervista facevo una riflessione sul futuro sindaco dell’Aquila, una sorta di identikit e, con grande soddisfazione, ho visto che i due principali interlocutori politici del centrodestra (il vice presidente dell’Emiciclo Giorgio De Matteis e il segretario provinciale del Pdl e assessore regionale Gianfranco Giuliante, ndr) le hanno condivise. È passato del tempo e nonostante le positive parole spese di getto con interventi sulla stampa, continuano le divisioni e, di conseguenza, viene meno l’attenzione per i problemi veri della città”.
E sempre appellandosi alla città, il dirigente regionale del Pdl Carla Mannetti ha annunciato che il suo gruppo non prenderà parte all’assemblea degli iscritti del partito, convocata per domenica 5 febbraio, che dovrà eleggere il nuovo segretario provinciale: “Abbiamo deciso di non partecipare ai lavori del congresso perché in questo momento riteniamo più importante concentrare le nostre forze sulla città e sul suo futuro”.
Un congresso che è ampiamente blindato dall’accordo tra Giuliante, che non si ricandida, e l’onorevole Sabatino Aracu, sul ticket composto da Alfonso Magliocco e Donato Di Cesare, rispettivamente indicati come nuovo coordinatore e come vice.
La polemica, in realtà, è alimentata dal fatto che la Mannetti, storica avversaria di Giuliante, già da tempo ha espresso il suo gradimento per la candidatura a sindaco del capoluogo di De Matteis, un’ipotesi fortemente osteggiata dal segretario pidiellino, che ha invocato le primarie proprio per sbarrare la strada all’esponente del Movimento per le autonomie.
Alla dirigente regionale del Pdl ha risposto sarcasticamente Magliocco: “La mancata partecipazione della Mannetti al primo congresso provinciale del Pdl ci addolora profondamente… ma ce ne faremo una ragione”.
La posizione della Mannetti, aggiunge Magliocco, “è la dimostrazione dell’isolamento di quelli che fino ad oggi hanno avuto la superbia di voler dettare la linea sulle prossime amministrative a favore di un ticket con un candidato non espresso dal Pdl. In poche parole si parla a livello personale e per tornaconto personale”.
Chi, invece, sembra non curarsi di primarie, fronde e mal di pancia è il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, che, tirando dritto per la sua strada, oggi ha presentato agli eletti del partito di Avezzano il suo legale di fiducia come candidato sindaco: l’avvocato Antonio Milo.
Non è bastato al leader abruzzese azzurro il diktat imposto da Roma sulle consultazioni, diventate un caposaldo del nuovo corso di Angelino Alfano dopo l’ufficializzazione del regolamento redatto dal vice responsabile nazionale del settore Enti locali del Pdl, Mario Valducci.
Il vademecum, infatti, prevede che si debbano fare le primarie in tutte le città con più di 15 mila abitanti e che le deroghe sono concesse solo se c’è l’indicazione di un nominativo pressoché unitaria (i 3/4 del coordinamento provinciale a scrutinio segreto), passaggio formale che non è mai avvenuto, così come il promesso confronto con gli altri possibili candidati: l’attuale vice sindaco, Iride Cosimati, gli assessori comunali Lorenzo De Cesare e Luca Dominici e il capogruppo del Pdl-Nuova alleanza, Alfredo Iacone.
In molti, quindi, anche se hanno risposto “presente” alla convocazione, si sono ritrovati spiazzati davanti all’iniziativa di Piccone, tra questi anche il gruppo che fa riferimento ad Antonello Floris, primo cittadino per dieci anni che lascia il testimone.
Ma i più arrabbiati sono i frondisti, quelli che sin dalle prime ore dopo il congresso provinciale del Pdl del dicembre scorso, “blindato” dal ticket composto da Massimo Verrecchia come segretario ed Emilio Iampieri come numero due, avevano parlato di assemblea “bulgara” e reclamato maggiore condivisione nella definizione delle candidature per le amministrative di primavera.
Tra essi, oltre a De Cesare, l’assessore comunale Maurizio Bianchini, che per questo motivo si era preso una dura reprimenda da Piccone durante un incontro di qualche giorno fa.
A meno di improbabili scossoni interni o stop repentini imposti da Roma, quindi, Milo è da oggi ufficialmente il candidato del centrodestra.
Mentre sull’altro fronte resta quotatissimo il nome di Gianni Di Pangrazio, potente dirigente pubblico con amicizie trasversali, fratello del consigliere regionale del Partito democratico, Giuseppe. Intorno alla sua figura, nata come proposta centrista, potrebbero convergere, alla fine, tutte le attuali opposizioni, compresa quella agguerritissima dei “futuristi” finiani Ezio e Daniela Stati, nemici giurati di Piccone, che da oggi hanno un motivo in più per avvicinare il Terzo polo al centrosinistra.
Un Terzo polo che, invece, all’Aquila va in ordine sparso, anche se sembra che almeno due dei quattro partiti che hanno fondato il movimento, Fli e Udc, stiano lavorando a un’intesa sul capogruppo comunale finiano, Enrico Verini, i cui manifesti già tappezzano il capoluogo. Ma il partito della Vela sa che, se dovesse chiudersi l’accordo, perderebbe il suo esponente locale (elettoralmente) più “alto in grado”: il vice sindaco, Giampaolo Arduini, che sbatte i pugni per rimanere nell’ambito del centrosinistra.
PRIMARIE CENTROSINISTRA: CALDERONI È IL TERZO INCOMODO
“Non è una candidatura in opposizione, ma che vuole far sentire la voce delle associazioni di categoria, le più in difficoltà nel post terremoto”.
Sintetizza così il perché della sua presentazione alle primarie del centrosinistra per la scelta del nuovo sindaco il difensore civico del Comune dell’Aquila, l’avvocato Vincenzo Calderoni, il cui nome per la corsa alla poltrona di primo cittadino è spuntato a sorpresa proprio nel giorno della presentazione ufficiale della consultazione popolare, che si terrà il 4 marzo.
La candidatura di Calderoni vanta un appoggio “originale”, ovvero quello di Confesercenti, Cna e Confartigianato, che per la prima volta decidono di schierarsi politicamente in maniera aperta.
“La mia candidatura è un’iniziativa targata Lombardo (Luigi, presidente di Confartigianato, ndr) – spiega Calderoni – è lui il ‘deus ex machina’. Anche lui, come me, ritiene che le associazioni di categoria, che sono quelle più in difficoltà dal terremoto, debbano dire la propria”.
Nei confronti degli altri due candidati, ovvero il sindaco uscente, Massimo Cialente, e il primario Vittorio Festuccia, solo parole di stima: “La mia non è una candidatura in opposizione – ribadisce – comunque andranno, queste primarie saranno un trionfo”.
Calderoni, che nelle scorse amministrative si è candidato come indipendente nelle fila dei Democratici di sinistra, conclude: “Vogliamo che la politica accolga le nostre proposte, che mirano innanzitutto a portare lavoro alla città. Vogliamo dare un contributo in termini di redazione del programma e, in futuro, nel governo della città, quando il candidato del centrosinistra andrà a vincere le elezioni”. (e.m.)





