CHIETI – Anche il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, dopo il collega della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha presentato le proprie dimissioni per potersi candidare in Parlamento.
Di Giuseppantonio ha scritto ieri notte una lettera ufficiale al suo partito, l’Unione di centro, in cui ha spiegato di ambire legittimamente a un posto in parlamento.
Lo ha confermato il segretario provinciale dell’Udc Angelo Cellini, uomo molto vicino a Di Giuseppantonio che però, da segretario provinciale, non intende sbilanciarsi sulle possibilità del presidente di ottenere realmente la possibilità di candidarsi.
Lo stesso Di Giuseppantonio ieri ad AbruzzoWeb ha ricordato che le dimissioni, una volta formalizzate, possono essere ritirate entro 20 giorni.
Sarà dunque questo il periodo di tempo in cui il partito nazionale dovrà decidere su chi potrà correre per rappresentare l’Abruzzo a Roma.
Per il momento Cellini si limita ad auspicare candidature locali e non calate da Roma, come è successo in passato (vedi l’ultima volta con la candidatura di Ferdinando Adornato).
LE DIMISSIONI: ”IMPORTANTE L’ESPERIENZA DI CHI AMMINISTRA”
“Le prossime elezioni politiche offrono a me, come a tanti altri amministratori – spiega in una nota Di Giuseppantonio – l’opportunità di una candidatura al Parlamento. Dunque da questo momento sono a disposizione dell’Udc, il mio Partito, nella consapevolezza che chi è stato sindaco e presidente di Provincia possa dare quel contributo al rinnovamento della politica di cui si avverte tanto la necessità, specie per tornare a far crescere la fiducia dei cittadini dei confronti delle istituzioni”.
“Coltivo la speranza – prosegue – di poter essere candidato ed eletto per portare la mia esperienza in Parlamento mettendola a disposizione della mia regione e delle migliaia di cittadini che, in questi anni, attraverso il loro voto, hanno manifestato apprezzamento per la mia azione politica e amministrativa”.
Più in generale, l’auspicio di Di Giuseppantonio è “che gli amministratori locali possono candidarsi nelle liste che si andranno a formare nelle prossime settimane, perché credo che il loro bagaglio di esperienza, maturato sul campo nella soluzione dei tanti problemi che oggi vivono le comunità, sia la base su cui costruire un reale cambiamento del nostro Paese e rendere veramente il Parlamento più vicino ai cittadini”.





