L’AQUILA – Saranno 60 i comuni abruzzesi chiamati al voto nella primavera 2015, in data ancora da stabilire, per eleggere i nuovi sindaci che governeranno su oltre 100 mila persone.
A rinnovare il Consiglio comunale sarà un quinto delle amministrazioni abruzzesi, che in tutto sono 305, e dunque si tratterà di un test elettorale significativo per verificare consenso e tenuta dei partiti, spesso nascosti dietro le tante liste civiche in campo. Cinque dei sei Comuni più popolosi sono, a tal proposito, in mano al centrodestra.
Tranne pochissime eccezioni, ancora non vengono scelte o ufficializzate le candidature a sindaco, e definite alleanze e coalizioni.
La sfida più importante è quella di Chieti, con oltre 51 mila abitanti, unico capoluogo di provincia chiamato alle urne. Cinque sono poi i Comuni al voto sopra i 5 mila abitanti: Celano, Carsoli, Capistrello e Castel di Sangro in provincia dell’Aquila, Guardiagrele in provincia di Chieti.
Infine tornano al voto altri 46 Comuni in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Chieti, 2 in provincia di Pescara e 4 in provincia di Teramo, tutti sotto i 5 mila.
IL CASO DELL’AQUILA
Il voto nei comuni aquilani, come effetto collaterale, ha determinato lo slittamento in autunno delle elezioni provinciali.
La Provincia dell’Aquila, di cui è presidente come Antonio Del Corvo, che forse sarà in lizza a Celano, è l’unica delle quattro Province abruzzesi non ancora trasformate in enti di secondo livello, perché l’attuale amministrazione è stata eletta nel marzo 2010, un anno dopo rispetto alle altre tre province, a causa del terremoto del 6 aprile 2009. Come prevede la riforma Delrio, a eleggere i nuovi presidenti di Provincia, con meno poteri e non retribuiti, sono ora i sindaci, ed ecco dunque perché nell’Aquilano vanno svolte prima le Comunali.
PICCOLI COMUNI, E’ L’ULTIMA?
Altro elemento significativo di questa tornata elettorale è il gran numero di piccoli e piccolissimi comuni chiamati al voto, forse per l’ultima volta, poiché sempre la riforma Delrio prevede, a partire dal 2016, l’accorpamento delle funzioni amministrative e dei servizi locali in un’unione obbligatoria di piccoli comuni contigui.
Comuni dove, oggi, fare il sindaco è in quasi tutti i casi un impegno volontario e quasi gratuito, ad appannaggio, dunque, di chi ha tempo libero e certezze economiche. E dove non ci sono soldi neanche per rimborsare agli amministratori il carburante, e si stenta a trovare in queste settimane i candidati da mettere in lista, visto il numero molto esiguo dei residenti.
Una curiosità: il Comune più piccolo dove si vota è San Benedetto in Perillis, tra l’altopiano dei Navelli e la conca peligna, in provincia dell’Aquila, con appena 127 abitanti. Comune duramente colpito dal sisma, eppure non ricompreso dentro il “cratere” sismico, con i relativi svantaggi in termini di accesso ai fondi per la ricostruzione.
I POSTI IN PALIO
In palio per la sola amministrazione teatina ci sono 24 seggi da consigliere e massimo 6 posti da assessore. Solo a Celano, che supera i 10 mila, 16 consiglieri e 4 assessori.
La riforma Delrio, entrata in vigore nell’aprile 2014, stabilisce per i Comuni con popolazione da 3 mila fino a 10 mila abitanti, dunque anche per Guardiagrele, Castel di Sangro, Carsoli e Capistrello, che il Consiglio sia composto, oltre che dal sindaco, da 12 consiglieri e la Giunta da massimo 4 assessori.
Nei Comuni con popolazione fino a 3 mila abitanti, il Consiglio comunale sarà composto, oltre che dal sindaco, da 10 consiglieri, mentre possono essere solo 2 gli assessori.
COME SI ELEGGE IL SINDACO
Per quanto riguarda infine il sistema di voto, nei Comuni fino a 15 mila abitanti, in questa tornata elettorale abruzzese tutti tranne Chieti, vince chi prende più voti nel primo e unico turno. Alla lista che appoggia il sindaco eletto vanno i due terzi dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi sono distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.
A Chieti sarà applicato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. È eletto, cioè, sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, almeno il 50 per cento più uno. Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia, si torna a votare la seconda domenica successiva per scegliere nel ballottaggio tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti.
Per la composizione del Consiglio, la lista o colazione vincente anche di un voto al secondo turno ottiene il 60 per cento dei seggi se ha ottenuto al primo turno almeno il 40 per cento dei voti. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.
A Chieti il sindaco uscente Umberto Di Primio, del Nuovo centro destra, nonostante l’inchiesta giudiziaria che lo ha coinvolto è pronto comunque a ricandidarsi dopo aver incassato l’appoggio di tutta la coalizione in un evento pubblico.
Sfiderà il candidato del centrosinistra Luigi Febo, che ha vinto le primarie del Partito democratico e può contare sull’appoggio forte del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
Fuori da questa coalizione c’è Sinistra ecologia libertà che si sta interrogando se accettare la proposta civica dell’Altra Chieti e confluire sul nome di Enrico Raimondi.
Non mancano i candidati civici con Bruno Di Paolo di Giustizia sociale pronto a scendere di nuovo in campo e Donato Marcotullio del Movimento IdeAbruzzo.
Ancora incerte le mosse del Movimento 5 stelle, che sta riunendo i due meet-up cittadini con l’obiettivo di arrivare a un’unica lista a sostegno di un aspirante alla fascia tricolore.
A Celano, attualmente commissariato, è pronto a candidarsi il presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo, che ha appena rotto i ponti con il Nuovo centro destra e con la lista civica “Celano da Amare”, che fa riferimento all’ex sindaco Filippo Piccone, deputato Ncd, che proporrà un suo candidato.
Si è ancora in attesa delle mosse di Forza Italia, del Partito democratico, e del Movimento 5 stelle. Celano sfora, seppur di poco la soglia dei 10 mila abitanti, ne infatti 10.828, e il suo Consiglio potrà essere composto da 16 consiglieri mentre la Giunta potrà avere fino a 4 assessori.
A Guardiagrele, 9.367 abitanti, si apprestano per ora a candidarsi il sindaco uscente Sandro Salvi, oculista, di Forza Italia, Simone Dal Pozzo, avvocato, del Partito democratico, Franco Caramanico, di Sinistra ecologia libertà, ex assessore regionale con Ottaviano Del Turco, e poi consigliere di opposizione con Gianni Chiodi presidente.
A Castel di Sangro, importante centro turistico della provincia dell’Aquila, 5.985 abitanti, è in corsa il vice sindaco di centrodestra Angelo Caruso, avvocato, erede dell’uscente Umberto Murolo, che ha già fatto due mandati e non può più ricandidarsi. Giochi ancora aperti nel centrosinistra e nel Movimento 5 stelle.
A Carsoli, 5.419 abitanti, comune attualmente commissariato, ci riprova per il centrodestra Domenico D’Antonio, uscente e caduto in autunno a metà mandato, a causa dei dissidi interni nella sua eterogenea maggioranza. Probabile la discesa in campo, per il centrosinistra, di Mario Mazzetti segretario provinciale Pd, già in passato sindaco di Carsoli.
A Capistrello, 5.341 abitanti, non è scontata la ricandidatura dell’attuale primo cittadino, Antonino Lusi, del Pd, visto che potrebbe essere costituita una coalizione più ampia e comprensiva anche dei Cinque stelle. Per il centrodestra quasi certa la ricandidatura del capogruppo di opposizione Francesco Ciciotti.
Guilmi (432) – Carlo Racciatti
Palena (1.412) – Domenico Parente
Acciano (351) – Fabio Camilli
Aielli (1.458) – Benedetto Di Censo
Anversa degli Abruzzi (368) – Gabriele Gianni
Ateleta (1.153) – Giacinto Donatelli
Barisciano (1.853) – Francesco Di Paolo
Bugnara (1.106) – Giuseppe Lo Stracco
Cagnano Amiterno (1.383) – Maria Cristina Di Stefano, commissario prefettizio
Cansano (282) – Mario Ciampaglione
Capestrano (895) – Giuseppe Marulli
Castel del Monte (447) – Luciano Mucciante
Castel di Ieri (329) – Fernando Farizio
Castelvecchio Calvisio (159) – Dionisio Ciuffini
Castelvecchio Subequo (1.067) – Pietro Salutari
Collarmele (950) – Dario De Luca
Collelongo (1.313) – Angelo Gualtiero Salucci
Collepietro (235) – Massimo Tomassetti
Corfinio (1.079) – Massimo Colangelo
Fagnano Alto (440) – Giovanni Rosa
Fontecchio (410) – Sabrina Ciancone
Gagliano Aterno (255) – Mario Antonio Di Braccio
Goriano Sicoli (597) – Rodolfo Marganelli
Introdacqua (2.129) – Giuseppe Giammarco
Lucoli (1.019) – Valter Chiappini
Magliano de’ Marsi (3.753) – Gianfranco Iacoboni
Massa d’Albe (1.509) – Giorgio Aldo Blasetti
Molina Aterno (419) – Roberto Fasciani
Navelli (550) – Paola Di Iorio
Ocre (1.110) – Fausto Fracassi
Opi (428) – Berardino Antonio Paglia
Pescina (4.264) – Antonio Iulianella
Pescocostanzo (1.161) – Pasqualino Del Cimmuto
Pettorano sul Gizio (1.363) – Giuseppe Berarducci
Pizzoli (3.773) – Angela D’Andrea
Poggio Picenze (1.068) – Nicola Menna, sospeso ai sensi della legge Severino.
Raiano (2.812) – Marco Moca
Rocca di Botte (830) – Renato Pietroletti
Rocca di Cambio (504) – Gennarino Di Stefano
Rocca Pia (167) – Mauro Leone
Roccacasale (724) – Domenico Spagnuolo
San Benedetto in Perillis (127) – Giancaterino Gualtieri
Sante Marie (1.208) – Lorenzo Berardinetti
Tione degli Abruzzi (326) – Tullio Camilli
Villa Sant’Angelo (425) – Pierluigi Biondi
Villa Santa Lucia degli Abruzzi (141) – Maria Colagrande
Villetta Barrea (652) – Lucio Di Domenico
Vittorito (898) – Carmine Presutti
Carpineto della Nora (680) – Donatella Rosini
Elice (1.729) – Gianfranco De Massis
Castel Castagna (491) – Silvio De Antoniis
Castelli (1.224) – Enzo De Rosa, deceduto
Isola del Gran Sasso d’Italia (4.840) – Alfredo Di Varano, deceduto
Pietracamela (304) – Silvana D’Agostino, commissario prefettizio





