PESCARA – È il libro su Charles De Gaulle presentato oggi all’audiorium Flaiano a Pescara, l’occasione per il suo autore, il numero 2 al Senato dopo Silvio Berlusconi nella lista abruzzese del Popolo della libertà, Gaetano Quagliariello, per tornare a toccare tutti i temi caldi della campagna elettorale.
Insieme a lui, sul palco del Flaiano, c’era l’editorialista del Corriere della Sera, Antonio Polito. In platea, in un auditorium non pienissimo, c’erano, invece alcuni tra i big del partito, compresi gli scontenti per la composizione delle liste che hanno messo su la “fronda”.
Erano presenti, tra gli altri, Riccardo Chiavaroli, Lorenzo Sospiri, Gianfranco Giuliante e Nazario Pagano. Oltre ai candidati Federica Chiavaroli e Antonio Razzi e al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa.
La figura del leader francese è servita a Quagliariello per rialzare la bandiera del presidenzialismo.
L’argomento del libro è stato, però, ben presto abbandonato, sebbene abbia dato spunti di riflessione per leggere il presente, soprattutto nell’accostamento tre le figure di De Gaulle e Berlusconi, “due vicende umane diversissime, ma entrambi leader carismatici, entrambi fondatori di movimenti che hanno resistito per vent’anni sulla scena nazionale – ha detto Quagliariello – Tutti e due anticomunisti, sebbene con stile diverso, e, infine, entrambi con un forte rapporto con il popolo”.
De Gaulle e Berlusconi, nell’ottica di Quagliariello, “oppositori di un concetto di democrazia fondata sui partiti e anche un po’ oligarchica, hanno premuto sul fatto che il fondamento della democrazia è nella sovranità del popolo”.
Da questo punto di vista al vice presidente dei senatori del Pdl appare inconsistente l’accusa di voto di scambio sulla proposta di restituzione dell’Imu sulla prima casa: “Fondamentalmente la democrazia consiste in un voto di scambio fra chi fa proposte e chi concede il voto per vederle realizzate. Non ho capito perché si è tanto gridato allo scandalo”, ha sottolineato.
“Occorre rivitalizzare l’economia, creare meccanismi di crescita – ha detto ancora il senatore – Questa misura serve a questo scopo. Sono rimasto colpito nel tornare a Pescara e vedere un negozio su due chiuso. Non si può continuare a tosare sempre la stessa pecora, altrimenti la si uccide”.
Stuzzicato da Polito, Quagliariello ha poi citato gli ultimi sondaggi, che danno il Pdl in rimonta: “Alcuni – ha detto – danno un distacco di un punto e mezzo, altri di quattro punti, solo un mese fa la situazione era molto diversa. C’è più consapevolezza di farcela tra la gente che non all’interno del partito, che non ci crede ancora fino in fondo”.
“I nostri più grandi alleati in questo frangente – ha continuato il senatore – sono Bersani, Vendola e Monti. Il presidente del Consiglio, da quando si è levato il loden, è un vero disastro. Mi sembra completamente stralunato, dice cose che in campagna elettorale non servono a prendere voti. L’apertura a Bersani significa una sola cosa: marciano divisi per tassare uniti. Bersani, invece, dopo aver fatto le primarie si è completamente fermato”.
Il senatore pidiellino ha buttato là anche alcuni pronostici: “Al Senato vinceremo sicuramente in Veneto, Lombardia e Sicilia. E ci sono probabilità di spuntarla anche in Piemonte, Calabria, Puglia, Campania e pure Abruzzo”, quello più atteso.
Anche Polito è stato d’accordo con Quagliariello sulla rimonta: “Con un paese con l’80 per cento di proprietari di casa e conservatore di indole, mi sarei stupito del contrario – ha detto – ma la domanda è se Berlusconi sia ancora credibile per governare il Paese, dopo gli otto anni a palazzo Chigi e un anno in maggioranza. Le condizioni con cui ha consegnato il Paese devono pur contare a questo riguardo. E non è che si possa scaricare tutta colpa con le frizioni con i vari Fini, Casini eccetera”.
Quagliariello ha risposto dicendo che non si può accusare Berlusconi del problema del debito pubblico e della crisi economica. “Gli Stati europei – ha ricordato – si sono privati di parte di sovranità nazionale che, però, non è stata recepita da qualcun altro. In questa situazione, perciò, chi detta legge sono gli Stati più forti, in particolare la Germania, che fa i proprio interessi. E non si capisce perché l’Italia ci debba stare”.
L’incontro si è chiuso con Polito che ha chiesto al suo interlocutore se avesse un’idea sul prossimo candidato alla presidenza della Repubblica. Quagliariello ha risposto affermativamente, dicendo, però, di non voler dire il nome, ma suggerendo indirettamente quello di Gianni Letta dicendo che che il candidato ideale per lui aveva a che fare con l’Abruzzo.
All’inizio dell’incontro, invece, Quagliariello ha ricevuto una targa da parte dei rappresentanti dei pescatori, per l’impegno dedicato al porto di Pescara.




