ROMA – I giornalisti dell’agenzia di stampa Dire, sono in sit in dalle 11 sotto la sede della redazione centrale di Roma per chiedere all’azienda di ritirare i licenziamenti e fermare le sospensioni illegali”.
Nella notte del 31 dicembre l’amministrazione della Com.e, società editrice dell’agenzia Dire, ha comunicato infatti tramite mail a 17 giornalisti della sede di Roma la sospensione dal lavoro con effetto immediato e senza retribuzione.
“Un atto gravissimo e senza alcun precedente e fondamento giuridico, oltre che assurdo per tempi e modo”, sottolineano le giornaliste e i giornalisti della Dire.
Al fianco dei lavoratori in sciopero si schierano Associazione Stampa Romana, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil del Lazio, che – in una nota congiunta – chiedono la “revoca degli illegittimi licenziamenti e delle infondate sospensioni dei giornalisti, confronto immediato della proprietà con tutti i sindacati per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda, iniziative di governo e Parlamento per garantire alla Dire, come a tutte le altre agenzie di stampa nazionali, le risorse indispensabili per mantenere viva una voce essenziale per il pluralismo dell’informazione primaria. Non possono essere i lavoratori dell’agenzia – concludono le sigle sindacali – a pagare per gli errori di vecchia e nuova proprietà”.
Al presidio saranno presenti il presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, il segretario aggiunto Matteo Naccari e Maurizio Di Schino, componente della Giunta esecutiva.






