L’AQUILA – “Le cose stanno andando bene: i dipendenti possono stare tranquilli per il futuro perché questo è un gruppo che vivrà sempre”.
Parole, queste del patron Carlo Taddei, che sono sembrate musica ai 400 dipendenti riuniti ieri sera all’Osteria della Posta di Poggio Picenze (L’Aquila) per la cena di Natale del gruppo.
Un gruppo che, nonostante il terremoto del 6 aprile 2009 e nonostante la crisi economica, non solo ha retto l’urto ma ha anche rilanciato, crescendo notevolmente, ma mantenendo la prerogativa di “grande famiglia”, che per i Taddei è da sempre un valore aggiunto.
Clima piacevole e non sono mancati momenti di divertimento, con qualche dipendente che si è improvvisato cabarettista, barzellettiere e addirittura mimo.
La tranquillità del patron e fondatore è giustificata dalle cifre: secondo i dati snocciolati da Taddei, cinque anni fa la Edimo fatturava 30-40 milioni di euro, nel 2008 invece 80. Nel 2009 il fatturato ha toccato quota 170 milioni, un risultato da considerarsi irripetibile, visti gli appalti del post-terremoto. Così il fatturato del 2010, 130 milioni, di cui solo 10 relativi alla ricostruzione, paragonato a quello di due anni prima è aumentato quasi del doppio, risultato che fa sorridere il patron.
“Possiamo stare sereni, nonostante la crisi”, ha ribadito il patron.
Nel corso della cena è stata premiata per i suoi vent’anni di fedeltà la responsabile del personale della Edimo, Carla Santini. Questa la motivazione del riconoscimento:
“Per l’encomiabile merito impegno lealtà e spirito di sacrificio dimostrato per oltre vent’anni di fedele e produttiva attività lavorativa. Non potrò mai dimenticare il tuo impareggiabile e commovente sostegno in periodi difficili come gli anni 1991-1992 e 2000-2001 della storia aziendale e della vita imprenditoriale. Grazie di cuore per essermi stata sempre vicino nel corso degli anni. Carlo Domenico Taddei”.
“Non me l’aspettavo – ha commentato la dirigente – e sono felicissima di ricevere questo premio. Io c’ero quando l’azienda aveva solo 15 persone, ma vedere tutti voi mi ripaga di tutti i sacrifici. Dopo la mia famiglia e il mio paese c’è lui, Carlo Taddei. Gli dico grazie”.
Il premio è stato un trofeo con il simbolo della Edimo, l’aquila che plana sul mondo. Un simbolo che, ha aggiunto il patron, “acquisirà sempre più significato e valore nel corso degli anni” e che arriverà presto in concreto nel quartier generale dell’azienda a Varranoni, nel comune di Poggio Picenze, con la realizzazione di un totem alto 10 metri vicino alla nuova palazzina direzionale.
Proprio sull’insediamento produttivo e direttivo di Varranoni, un investimento oneroso fatto nel 2005, il patron si è mostrato felice e confortato, anche se, tornando a cinque anni fa, non ha negato i timori che c’erano all’epoca, poi fugati.
Il rischio imprenditoriale ha portato risultati e, cinque anni dopo, per i vertici aziendali la mossa si è rivelata azzeccata. Con 600 dipendenti totali, il gruppo Edimo è tra i più importanti d’Abruzzo e leader in campo nazionale delle grandi realizzazioni industriali.






