L’AQUILA – “L’Ance L’Aquila si confronta continuamente con i sindacati, discute e si consulta. Le nostre idee sono condivise, lo dimostra l’approvazione del rinnovo provinciale dei contatti dei lavoratori, il quarto in tutta l’Italia, ed è della provincia dell’Aquila”.
Lo spiega ad AbruzzoWeb Gianni Frattale, presidente Ance della provincia dell’Aquila, nell’ambito del Salone della Ricostruzione, che si esprime con solidarietà nei confronti dei sindacati dei costruttori di Cgil, Cisl e Uil, che martedì mattina hanno manifestato alla Villa comunale, davanti al palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila, contro la carenza di garanzie lavorative che mancano e soprattutto sul numero in continuo aumento di cassaintegrati e disoccupati.
“Quella di martedì mattina è stata un’iniziativa regionale appoggiata da tutti e coordinata dai sindacati, alla quale ha partecipato anche il presidente regionale Ance, Antonio D’Intino – ricorda Frattale – stiamo promuovendo insieme numerosi percorsi, anche l’inserimento al decreto presidenziale Monti, dove richiediamo non più l’inserimento di un cartellino per tutto il personale che opera nell’area di ricostruzione post sismica, ma addirittura di un badge che è inglobato a un ologramma e non si può falsificare”.
Il problema della sicurezza edilizia, sollevato anche dai circa 200 manifestanti presenti martedì scorso, che chiedono non solo maggiori garanzie lavorative, ma anche sistemi di sicurezza migliori e all’avanguardia.
Ma non solo, tema scottante della protesta è stato il numero di cassaintegrati e persone che hanno perso il lavoro nell’ambito nelle imprese edili, “sono stati mancati a casa, solo in Abruzzo, 30 mila persone, in cassa integrazione ce ne sono 12 mila”, in un contesto che dovrebbe essere di fermento, quello del cantiere più grande d’Europa.



