L’AQUILA – Un aumento medio generale dei prezzi del 7,5 per cento, a parte una ulteriore lievitazione del 5 per cento per i dispositivi di sicurezza obbligatori nei cantieri per la emergenza coronavirus per contenere il virus: parti sociali, ordini professionali e associazioni di categoria dei costruttori hanno chiuso la partita del nuovo prezziario regionale. 

La bozza è stata approvata ieri sera ed inviata alla Giunta regionale che la esaminerà in una pre Giunta il 3 maggio e poi la approverà nella seduta del 5 maggio, il giorno dopo la riapertura dei cantieri. 

Nelle intenzioni l’aumento del 5 per cento sarà stralciato a fine pandemia: per ora è valido per tre mesi.

E’ stata una corsa contro il tempo lo stabilire, voce per voce, un nuovo prezziario regionale dei lavori in edilizia, in vista della riapertura dei cantieri per il 4 maggio, dopo oltre due mesi di stop dovuto all’emergenza coronavirus. 

Con l’applicazione però obbligatoria delle misure anti contagio imposte dal regolamento emanato a metà marzo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per le quali gli operai devono stare a distanza di sicurezza, dotarsi di mascherine e guanti usa e getta, e andrà garantita la sanificazione quotidiana degli spazi comuni, e dei mezzi e delle attrezzature, dotare i bagni di lavandino, e così via. 

Misure che inevitabilmente comporteranno costi maggiori e anche ritmi di lavoro più lenti. 

Partita decisiva dunque quella del nuovo prezziario, affidata innanzitutto, nel ruolo di coordinamento, al consorzio Innovazione sviluppo edilizia ambiente (Isea), nato una ventina di anni fa per promuovere l’innovazione nel comparto dell’edilizia, e che dal 2103 è anche competente assieme al Genio civile, dell’aggiornamento periodico del prezziario regionale: è presieduto dal presidente regionale dell’associazione nazionale costruttori (Ance), Antonio D’Intino, e costituto, oltre che da Ance, anche da Regione Abruzzo e Formedil.

Hanno collaborato in maniera determinante a questa corsa contro il tempo per l’adeguamento straordinario e del tutto inedito, un vero e proprio gruppo di lavoro allargato, che ha concluso a tempo di record la discussione e la stesura della proposta: in prima linea, l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, nominato da Ance L’Aquila alla presidenza della commissione Covid, il quale ha agito in stretta collaborazione con il responsabile tecnico dell’Ance Chieti-Pescara, Gabriele Iampieri, il direttore di Ance Teramo, Marco Fabiocchi, e il direttore di Ance L’Aquila, Lucio Cococcetta.

Nella riunione in cui è stato dato l’ok sono intervenuti tra gli altri i presidenti di Ance Teramo, Ezio Ierveli, L’Aquila, Adolfo Cicchetti, e gli imprenditori Giuseppe Cingoli, ex presidente Ance regionale ed ex presidente Isea, e Gennaro Strever, ex presidente regionale. 

Hanno dato il loro apporto anche la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna), Associazione nazionale imprese edili e manifatturiere (Aniem), gli ordini professionali degli Ingegneri e degli architetti, con le loro professionalità interne e consulenti esterni. 

Prima dell’approdo in Giunta, la relazione tecnica dovrà però passare al vaglio del Centro regionale di monitoraggio e controllo (Ceremoco), il tavolo di lavoro permanente della Regione in cui sono rappresentati sindacati e datori di lavoro del settore delle costruzioni, firmatari di contratto nazionale e territoriale di categoria, e del Comitato regionale tecnico amministrativo della Regione (Ctra). 

In ballo con il nuovo prezziario, i destini di un settore trainante per l’economia abruzzese, con i suoi 22mila dipendenti e 5mila imprese, tenuto conto che in Abruzzo, nel cratere aquilano, c’è anche il cantiere più grande d’Europa, quello della ricostruzione post-sisma 2009, e in fase di partenza è quello della ricostruzione 2016, in particolare nel territorio teramano.

Se da una parte sarà necessario ritoccare in alto i prezzi di produzione, bisogna anche tener conto che non si può esagerare, perché il rischio è quello di rendere meno competitivo un settore già in crisi, rendendo troppo costoso il prodotto per committenti privati e anche quelli pubblici.

Ad aver approvato il suo prezziario in Italia finora è stata la sola Regione Campania, ma perché ha scelto la via breve di stabilire una maggiorazione dei prezzi forfettaria del 15 per cento.

Mentre le altre Regioni, tra cui l’Abruzzo, lavorano invece ad un nuovo prezziario dettagliato e variabile in base agli effettivi costi aggiuntivi per la sicurezza anti virus, che varia ovviamente da cantiere a cantiere.