L’AQUILA – Esportazioni e vendite estere nel settore dei trasporti trascinano la timida ripresa del mercato dell’economia abruzzese del manifatturiero, ma non si può ancora parlare di un’uscita definitiva dal tunnel della crisi.

È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2011 effettuata dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa) sulle imprese con sede in Abruzzo.

I dati, ufficializzati stamattina in conferenza stampa dal Cresa nel palazzo dell’Emicilio, sono stati stilati su un campione di 411 imprese con almeno 10 addetti.

Rispetto allo stesso periodo del 2010, in crescita, sostenuta su base annua e modesta su base trimestrale, la produzione (+7,9per cento), il fatturato (+7,6per cento) , l’export (+10,4per cento) e il portafoglio ordini provenienti dal mercato internazionale (+12,8 per cento).

Modesta la variazione delle commesse nazionali (+5,0 per cento), in calo l’occupazione (-0,7per cento) che su base trimestrale mette a segno un +2,0 per cento. 

Sotto il profilo congiunturale l’incremento della produzione (+2,7per cento) è conseguente all’aumento degli ordini, interni (+2,9per cento) ed esterni (+1,2per cento).

In aumento su base trimestrale anche il fatturato (+3,3per cento) e l’export (+6,6per cento).

A mostrale le maggiori difficoltà sono nuovamente le piccole e medie imprese, nonostante l’incremento dell’occupazione (+4,9per cento) rispetto al trimestre precedente, che però fa registrare un calo del 2,5per cento su base annua.

Diminuiscono il fatturato (-0,5per cento) e gli ordini interni (-2,4per cento). 

In crescita le medie imprese in particolare per l’export su base trimestrale (+6,5per cento) e annua (+14,2per cento).

Peggiori gli andamenti degli ordini esterni, mentre l’occupazione su base annua è del +1,1per cento.

Per le grandi aziende andamento più modesto dell’export (congiunturale +1,1per cento e tendenziale +8,8per cento), e contrazione dell’occupazione (congiunturale -0,1 per cento e tendenziale -0,7per cento).

Previsioni poco rosee per il futuro per le piccole imprese, positive invece le grandi aziende; incrementi di tutti gli indicatori, fatta eccezione per l’occupazione, per le aziende di medie dimensioni.

Per il presidente del Cresa, Lorenzo Santilli, la situazione abruzzese è conseguente all’incertezza economica del nostro Paese. “L’edilizia già prima del sisma presentava dei problemi – ha affermato – attualmente sono presenti impedimenti burocratici e iter lunghissimi. Il settore  è bloccato. Il solo dato positivo è che non peggioriamo”.

“All’Aquila il sistema imprese si sforza a crescere – ha concluso – ma non coincide con la ripresa occupazionale”. 

I dati relativi al primo semestre del 2011, che interessano imprese con più di 10 addetti e società con più di cinque addetti, registrano un andamento negativo semestrale e annuo, tuttavia le aspettative per il trimestre successivo sono positive.

Rispetto al primo semestre del 2010 la produzione è al -1,0 per cento, il fatturato al -4,8 per cento, le commesse al -7,1 per cento e l’occupazione è al +0,1 per cento. 

Nelle piccole imprese l’occupazione sia totale (+17,0 per cento) che straniera (+25 per cento) è aumentata su base congiunturale, mentre l’incremento su base annua è stato minore (+0,1 per cento e +6,8 per cento). 

Occupazione totale e straniera in crescita per le medie aziende rispetto all’anno precedente, mentre l’andamento congiunturale risulta peggiore di quello medio, in calo per l’occupazione totale (-1,1per cento) e in aumento per quella straniera (+1,3per cento). 

Dati discordanti per le grandi imprese: il fatturato è aumentato rispetto al semestre precedente, ma è diminuito rispetto al primo semestre 2010. In crescita l’occupazione, sia su base annua che semestrale, in lieve calo quella straniera. 

Un quadro abruzzese con qualche luce e tante ombre per il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco. “Ci sono numerosi elementi di incertezza – ha spiegato – la foto scattata evidenza un Abruzzo fermo. A livello di produzione siamo 10 anni indietro per l’industria manifatturiera. Un recupero è determinato dal settore dei trasporti e dalla domanda esterna”.  “Occorre dare una giusta lettura dei dati – ha proseguito – che se vengono generalizzati appaiono ‘drogati’. L’export, che interessa le grandi aziende, riguarda i trasporti e la Germania è il principale cliente della nostra regione, seconda solo al Trentino Alto Adige”.

Prosperococco si è poi soffermato sull’occupazione. “I livelli occupazionali – ha detto – rilevano una leggera flessione. Il problema è nella composizione delle strutture produttive. C’è l’incertezza del ‘ristagno’ dell’economia. Nelle aspettative occupazionali Chieti presenta dei dati negativi”.