PESCARA – Economia abruzzese in ripresa, ma con una crescita congiunturale rallentata che ha portato al recupero di appena un quinto delle posizioni perse durante la recessione.
Domanda interna particolarmente frenata, sia dal lato degli investimenti e sia, soprattutto, dal lato della spesa per consumi.
Così l’analisi della Confcommercio Abruzzo che afferma: “Le esportazioni da sole non riescono a trainare la ripresa. Se manca lo stimolo proveniente dalla domanda interna ed in particolare dai consumi, le imprese non investiranno a sufficienza e non assumeranno nuovi lavoratori da impiegare nei processi produttivi”.
Per far ripartire i consumi, mette in evidenza Abruzzo Confcommercio, è necessario, però, abbassare le imposte sulle imprese e le famiglie e portare avanti le riforme strutturali.
“Occorrerebbe ridurre l’Irap e addizionale Irpef, man mano che il ‘Piano di rientro’ del debito sanitario produce effetti positivi, oltre che contenere le tariffe dei servizi pubblici. Non è possibile lasciare ancora a lungo le nostre aziende in condizioni di svantaggio rispetto alle imprese delle altre Regioni, che pagano le citate imposte con aliquote di molto inferiori alle nostre. Occorrerebbe una sempre più compiuta integrazione tra politica industriale e politica dei servizi fondata sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, sul sostegno all’innovazione, sulla valorizzazione di prodotti abruzzesi e sulla costruzione dello sviluppo sostenibile”.
Secondo Confcommercio, “l’altro fattore decisivo per accelerare la crescita e riassorbire, quindi, la disoccupazione, è lo sviluppo delle infrastrutture, la cui mancanza ha segnato da tempo la perdita di competitività”.
“Ribadiamo, ancora una volta – continua l’associazione – che nella nostra Regione, oltre all’indispensabile ricostruzione e al riavvio delle attività dei paesi del ‘cratere’, bisognerebbe potenziare l’aeroporto d’Abruzzo; eliminare i lunghissimi tempi di accesso alla Capitale, una volta usciti dal casello autostradale Roma-Est, al termine delle autostrade A24 Teramo-L’Aquila-Roma e A25 Pescara-Roma; ammodernare e velocizzare la ferrovia che collega l’Adriatico al Tirreno”.
Ancora, tra le proposte “trasformare l’Aptr in ‘Agenzia’, governata da rappresentanti degli operatori turistici che hanno tutte le necessarie competenze per affrontare e risolvere i problemi del settore; creare un unico ‘Polo Portuale’ comprendente i porti di Pescara e Ortona, specializzati l’uno come porto turistico e l’altro come porto commerciale; attuare l’autostrada del mare Adriatico, che contribuirebbe alla promozione di efficaci, efficienti e sostenibili alternative al trasporto ‘tuttostrada’; realizzare la strada ‘pedemontana’, che darebbe impulso allo sviluppo interno del nostro territorio; realizzare il collegamento ferroviario L’Aquila-Tagliacozzo; valorizzare la costa teatina sull’ex tracciato della ferrovia dimessa”.




