PESCARA – “Cercare di liberare tutte quelle risorse private che possono sostituirsi ai tradizionali investimenti pubblici, abbandonare le liste della spesa frutto delle vecchie logiche corporativistiche, puntare decisamente sull’utilizzo dei fondi strutturali europei e poi adottare con vigore la politica del risanamento. Sono le strade, tutt’altro che semplici, che stiamo percorrendo in Regione Abruzzo per stimolare una nuova crescita economica”.

Lo ha sostenuto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso della seconda tavola rotonda della giornata, quella incentrata sul tema “Politica, impresa, lavoro: l’Italia che vuole ripartire”, moderata dal direttore del quotidiano “Il Sole24ore”, Gianni Riotta e animata, tra gli altri, anche dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dal presidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliarello, e dal segretario generale dell Cgil, Susana Camusso.

“Abbiamo pubblicato bandi per 125 milioni di euro – ricorda Chiodi – ma senza il risanamento del bilancio, lo sviluppo non si genera. Risamento e sviluppo sono, infatti, facce dells stessa medaglia. Non a caso, in due anni abbiamo determinato una diminuzione del debito del 13,8 per cento. Circostanza che l’Agenzia di rating Moody’s ha definito stupefacente. Così come, nello stesso arco di tempo, abbiamo ridotto il debito delle Asl del 22 per cento”.

Il presidente Chiodi ha parlato, a tal proposito, di “strada obbligata visto che, oltretutto, la situazione che abbiamo dovuto affrontare in Abruzzo non è stata molto difforme da quella italiana. L’Abruzzo, in più, ha avuto un tasso di cresita ottimale quando era una sorta di paradiso fiscale ed aveva una notevole capacità attrattiva per le imprese”.

“Poi – ha proseguito – negli anni ’90, con l’uscita dall’Obiettivo 1, la sua economia, in precedenza ‘drogata’ dal suplus di risorse a disposizione, ha cominciato a rallentare. A quel tempo l’Abruzzo, che continuava a spendere il doppio di quello che poteva permettersi, ha cominciato a conoscere la parabola discendente”.

“Così – ha proseguito – è arrivata ad essere la Regione più indebitata d’Italia,  senza, perlatro, essere la prima per capacità di creare reddito. La crisi internazionale ed il fortissimo debito della sanità hanno compromesso la situazione. Ora ci si chiede come finanziare la crescita. Qualcuno sostiene che bisonga investire ma indica due modi per trovare le risorse necessarie: incrementare il debito o aumentare le tasse. Noi, in Regione Abruzzo abbiamo, invece, deciso di non seguire nè l’una nè l’altra strada. Infatti, – ha concluso il Presidente – se da un lato vogliamo che i nostri giovani non si trovino un giorno a pagare cambiali mefistofeliche, dall’altro non intendiamo mettere, ancora una volta, le mani nelle tasche dei nostri concittadini. Abbiamo scelto la strada senz’altro più difficile ma sono certo che riusciremo ad avere dei risultati concreti”.