PESCARA – Miriam Mafai è morta oggi a Roma dopo una lunga malattia. Nata a Firenze il 2 febbraio 1926, ha partecipato alla Resistenza antifascista nelle file del Pci.
Dopo la Liberazione ha continuato la sua attività politica e dal 1951 al 1956 è stata assessore al Comune di Pescara, nel 1994, invece, fu eletta deputata dei Progressisti in un collegio abruzzese.
Nel 1957 è stata a Parigi come corrispondente del settimanale Vie Nuove, nel 1960 all’Unità come redattore parlamentare. Direttore di Noi Donne dal 1965 al 1970, è passata poi come inviato speciale a Paese Sera.
Dal 1983 al 1986 è stata presidente della Federazione nazionale della stampa. Nel 1975 è diventata inviato speciale della Repubblica.
È stata anche deputato nelle file del Pds. Tra le sue opere più celebri di scrittrice, Pane nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale (Mondadori), Botteghe oscure, addio. Com’eravamo comunisti (Mondadori), Dimenticare Berlinguer. La sinistra italiana e la tradizione comunista (Donzelli).
IL RICORDO DI MELILLA
“Miriam Mafai è sempre rimasta molto legata a Pescara. La sua esperienza di assessore comunale alle Politiche sociali del Pci, nella Giunta Chiola che amministrò Pescara nel dopoguerra, la portò a contatto con le fasce sociali più povere di cui si occupò con grande umanità e passione politica”.
Lo ricorda il segretario regionale di Sel, Gianni Melilla.
“Tante volte mi parlava di quella esperienza umana con bambini che non potevano andare a scuola e che non avevano da mangiare per la povertà assoluta delle loro famiglie. L’ho conosciuta personalmente nel 1994 quando ‘tornò’ politicamente a Pescara per essere eletta alla Camera nel collegio di Pescara – aggiunge Melilla – Nei due anni in cui fu deputata ebbi con lei intensi rapporti politici e umani da segretario della federazione provinciale del Pds. Ho avuto modo di conoscerne la profonda cultura, il suo attaccamento ai valori della sinistra, la sua curiosità intellettuale e politica, e anche la generosità con cui ha contribuito a sostenere economicamente il nostro partito”.
“Il suo orizzonte naturalmente nazionale non le ha impedito di confrontarsi con i problemi di Pescara per onorare l’impegno di deputata della nostra città – dice ancora Melilla – Pescara deve esserle grata per il suo impegno di assessore comunale del Pci nel dopoguerra e per quello, più breve di soli due anni, di deputata del Pds dal 1994 al 1996”.
“A noi, compagni di Pescara – conclude Melilla – resterà il ricordo di una donna prima comunista e poi democratica di sinistra che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e ammirare per la sua forza intellettuale e morale”.





