ROMA – Due ordigni sono esplosi nella tarda serata di ieri, giovedì 16 agosto, sotto le auto del giornalista Rai Sigfrido Ranucci e della figlia, parcheggiate davanti all’abitazione di Campo Ascolano, frazione di Pomezia.
Le esplosioni, avvenute intorno alle 22, hanno sollevato le vetture e danneggiato la facciata della casa.
“Hanno usato almeno un chilo di esplosivo”, ha detto Ranucci. “Mia figlia era passata davanti all’auto pochi minuti prima: avrebbero potuto ammazzarla”.
Sul posto sono intervenuti carabinieri, Digos, polizia scientifica, artificieri e vigili del fuoco. L’area è stata isolata per i rilievi.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Il prefetto è stato informato. In corso accertamenti sulla natura e la matrice dell’attentato.
Ranucci è sotto scorta dal 2014 per precedenti minacce legate alla sua attività giornalistica. Negli ultimi mesi ha denunciato episodi di dossieraggio, pedinamenti e minacce, tra cui l’invio di una pistola P38.
L’attentato è considerato “un grave segnale di allarme per la libertà di stampa”.
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LA SOLIDARIETA’ DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI
L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo esprime solidarietà e vicinanza al collega Sigfrido Ranucci bersaglio del grave attentato intimidatorio avvenuto davanti alla sua abitazione.
La bomba che nella notte ha distrutto le auto del conduttore di Report e di sua figlia è un attacco diretto non solo a lui ma anche al giornalismo d’inchiesta, alla libertà di informazione e al diritto dei cittadini ad essere informati.
Dopo gli insulti, le campagne diffamatorie e le aggressioni in piazza nei confronti di cronisti impegnati a svolgere il loro lavoro, ora c’è chi alza il tiro e fa esplodere una bomba nel tentativo di condizionare e imbavagliare chi ogni giorno, con grande impegno civile e professionale, esercita un mestiere indispensabile per la democrazia.
La libertà di stampa va difesa contro ogni aggressione ed è necessario garantire a Ranucci il diritto di poter svolgere il suo lavoro in totale sicurezza.





