LANCIANO – “L’evento di venerdì sera a Lanciano che ha visto cadere un drone incautamente pilotato e in barba a tutte le elementari norme di sicurezza in materia, è un evento che non doveva accadere. Sono fallite tutte le più basilari norme di sicurezza che l’Enac impone ai propri iscritti mediante corsi e certificazioni, che ne avrebbero azzerato il rischio relativo”.
Lo affermano in una nota congiunta, Valerio Simeone e Claudio Tucci, piloti certificati Sapr Enac della FotoWireless, a commento dell’incidente durante il concerto di Dodi Battaglia a Lanciano (Chieti) dove un drone è caduto sulla folla che assisteva quattro persone sono rimaste lievemente ferite. La Polizia sta cercando di identificare un uomo che, subito dopo l’incidente, è stato visto recuperare l’apparecchio e fuggire. Il drone sarebbe precipitato da un’altezza di circa 10 metri a sinistra del palco, nei pressi del Municipio; le quattro persone sono state raggiunte a testa, viso e spalle e sono state assistite prima sul posto, nell’ambulanza in servizio per l’evento, poi medicate al pronto soccorso.
“Dalle prime informazioni che abbiamo – proseguono Simeone e Tucci – capiamo che sono state commesse numerose violazioni al codice della navigazione tra i quali il volo notturno, vietato, il volo in centro storico, vietato ai droni di massa che potrebbero creare lesioni in caso di caduta come questo, per l’appunto, la mancanza di identificazione del pilota tramite apposita giacca ad alta visibilità, utile per trovare immediatamente il pilota tra la folla, unitamente ad una verosimile scarsa manutenzione del mezzo o un errore di pilotaggio”.
“L’incidente così circostanziato – aggiungono – ha avuto anche dei feriti, potrebbe configurare il reato di “disastro aereo”, punito dal codice della navigazione anche con risvolti penali, e potrebbe non venire nemmeno coperto dall’assicurazione per la violazione delle norme”.
“Ci auguriamo che il pilota responsabile – cocludono Simeone e Tucci – si autodenunci presso le autorità competenti assumendosi le sue responsabilità e ci aspettiamo che questa volta l’Enac prenda seriamente in mano la circostanza con una dura condanna mettendo finalmente ordine a quello che si potrebbe definire improvvisazione nel settore degli apr”



