L’AQUILA – È scattata all’alba una maxiretata antidroga tra Abruzzo e Molise coordinata dalla questura di Isernia. Secondo quanto si è appreso, sono oltre le 16 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura di Campobasso per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga.

Ulteriori particolari verranno illustrati in una conferenza stampa nel corso della mattinata presso la questura di Isernia.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

L’AQUILA – Sono 15gli arresti ordinati dalla procura di Campobasso per la maxi retata antidroga in corso dalle prime luci dell’alba. L’operazione, denominata Impero, riguarda essenzialmente famiglie rom che si erano spartite il territorio tra Molise e Marsica: ad Avezzano infatti sono state arrestate 5 persone.

Le indagini sono partite nel 2007 e hanno riguardato lo spaccio di kobret e Krak (eroina e cocaina sintetica). Le imputazioni parlano di associazione per delinquere finalizzata alla spaccio di sostanze stupefacenti.

DDA: “STRONCATE TRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI”

 “Abbiamo messo fine all’attività criminosa di tre grosse associazioni autonome, ma federate, con un giro d’affari da un milione di euro annui, provento del narcotraffico, da esse gestito, tra Molise e Abruzzo”.

Così il Procuratore della Dda di Campobasso, Armando d’Alterio, ha presentato, in Questura a Isernia, i risultati della maxi retata antidroga, denominata “Operazione Impero”, da lui coordinata e condotta dalla Polizia di Stato di Isernia in collaborazione con i colleghi dell’Aquila. Complessivamente 15 le persone arrestate su mandato della Dda di Campobasso per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, reato emerso per la prima volta a Isernia.

Sono tutti rom originari di Isernia di età compresa tra i 20 e i 30 anni, 10 uomini e cinque donne con un ruolo, queste ultime, di primo piano nell’organizzazione guidata da tre famiglie Di Silvio, Morello e Sarachella.

Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate ad Avezzano (L’Aquila)a tre fratelli; F. Di Silvio, A. Di Silvio e A. Di Silvio, alla loro madre, A. Morelli, e alla moglie di uno di loro, D. Sarachella. Le altre 10 sono state notificate nel carcere di Cassino (Frosinone) a Michilli C., nel carcere di Isernia a M. Sarachella e L. Morello, e nelle rispettive abitazioni di Isernia, a G. Borgo, ai coniugi N. Spada e G. Sarachella, a un fratello e una sorella; C. Morello e C. Morello, e ai coniugi C. Di Silvio e P. Di Silvio.

“Le famiglia Di Silvio – ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile di Isernia, Vittorio di Lalla – gestiva il traffico in Abruzzo, le famiglie Morello e Sarachella in Molise. Gli altissimi proventi venivano reinvestiti nell’acquisto di droga e in abitazioni a Isernia e Avezzano”.